martedì, 20 Ottobre 2020

Tag: diritti dei lavoratori

Riders, il trucco dei delivery per evitare il contratto collettivo nazionale

Sindacalmente si chiamano “accordi pirata”, e sono tutti quei contratti che di norma vengono siglati fra parte datoriale e sindacati poco o nulla rappresentativi soltanto per pagare meno i lavoratori e riconoscere loro minori diritti e tutele. I colossi del food delivery ne hanno firmato per una contrattazione diretta che tagli fuori dal tavolo le sigle sindacali tradizionali. La rabbia delle associazioni dei riders e di Cgil, Cisl e Uil
low cost

Enac ai vettori low cost: “Adeguate gli stipendi o stop ai...

L'Ente nazionale per l'aviazione civile dà un ultimatum alle compagnie low cost colpevoli di non adeguare i minimi salariali dei propri dipendenti al Contratto collettivo nazionale del settore
amazon

Agcom: la posizione dominante di Amazon influenza concorrenza e diritti...

In un'indagine appena pubblicata, l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha concluso che Amazon detiene un significativo potere di mercato nel mercato delle consegne pacchi ai consumatori con una quota pari al 59% dei ricavi. "La performance del colosso di Seattle è senza dubbio riconducibile al vantaggio competitivo che trae, dal lato dell’offerta, dall’integrazione verticale e, dal lato della domanda, dal contropotere di acquisto di cui gode in qualità di acquirente di servizi di consegna".

Emanuele, morto a 34 anni, lavorava in un call center. Perché...

Emanuele Renzi aveva 34 anni, è morto dopo aver contratto il coronavirus. Prima di mettersi in quarantena, è andato a lavorare in un grande call center romano che ha tra i committenti Tim, Eni, Sky, Poste e il Comune di Roma: duemila lavoratori, che nei giorni successivi hanno continuato a telefonare dalle loro postazioni, fianco a fianco, ignari del rischio che correvano, senza che l'azienda prendesse misure di sicurezza. Il governo ha deciso di lasciare aperti i call center. Ma è possibile garantirne la sicurezza in tutti i casi?

Cacao, Mars e Fairtrade guidano coalizione su diritti e ambiente: l’Ue...

I tre grandi produttori Barry Callebaut, Mars Wrigley e Mondelēz International, insieme a The Voice Network, Rainforest Alliance e Fairtrade hanno fatto in una dichiarazione congiunta in cui chiedono la revisione della legislazione in linea con i principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani. Nei paesi produttori, infatti, molto spesso è difficile un controllo reale del rispetto delle regole, grazie anche alla negligenza delle multinazionali

Commercio equo e solidale, Fairtrade Italia festeggia 25 anni con numeri...

Il marchio di certificazione Fairtrade Italia ha presentato il Report annuale: segnali positivi per le vendite di quasi tutti i prodotti certificati, ma c'è ancora molto lavoro da fare. La scommessa è coinvolgere sempre più aziende a puntare su filiere sostenibili