
Macchie di vino, sangue o trucco: spesso i rimedi più usati peggiorano la situazione. Dai professionisti della pulizia arrivano consigli pratici per trattare i tessuti senza rovinarli e scegliere il metodo davvero efficace
Un bicchiere di vino rovesciato sulla tovaglia, una macchia di sugo sulla camicia o il rossetto sul colletto: quando succede, la tentazione è sempre la stessa. Strofinare con forza e correre a lavare tutto in lavatrice ad alta temperatura. Ma è proprio così che spesso si finisce per peggiorare il danno.
A ricordarlo è un approfondimento pubblicato dalla rivista svizzera Bon à Savoir, che ha raccolto i consigli di Sabine Le Noë, specialista della formazione per lavanderie professionali in Francia. Il primo principio da seguire è semplice: i tessuti non si trattano come superfici dure. Fibre e colori possono rovinarsi facilmente se si interviene nel modo sbagliato.
Prima regola: capire che tipo di macchia è
Non tutte le macchie sono uguali. Gli esperti le dividono in tre grandi categorie:
- vegetali: vino, caffè, frutta, erba;
- animali o corporee: sangue, sudore, burro, uova;
- chimiche: trucco, vernici, lucido da scarpe.
Anche il tessuto conta. Cotone e lino reagiscono diversamente rispetto a lana, seta o fibre sintetiche. Ed è proprio dall’abbinamento tra macchia e tessuto che dipende il trattamento corretto.
L’errore più comune? Strofinare
Sfregare energicamente una macchia è quasi sempre controproducente. L’azione meccanica può infatti:
- fissare ulteriormente lo sporco nelle fibre;
- allargare l’alone;
- scolorire il tessuto.
Ancora peggio usare subito acqua calda: sulle macchie organiche, soprattutto sangue e latte, il calore può “cuocere” le proteine e renderle permanenti.
Per questo, nella maggior parte dei casi, il primo intervento consigliato è il più semplice: tamponare delicatamente e risciacquare con acqua fredda.
Vino rosso: il sale non è la soluzione
È uno dei rimedi casalinghi più diffusi, ma secondo gli specialisti il sale sul vino rosso rischia di fare più male che bene. Se da un lato assorbe una parte del liquido, dall’altro contribuisce a fissare il pigmento nel tessuto.
Meglio invece:
- tamponare subito con carta assorbente;
- diluire la macchia con acqua fredda;
- trattare poi con sapone di Marsiglia.
Sangue: mai acqua calda
Anche in questo caso il freddo è fondamentale. Il capo va lasciato in ammollo o risciacquato con acqua fredda, quindi trattato con sapone di Marsiglia o detergente delicato.
Se il tessuto lo consente, si può poi procedere con un lavaggio in lavatrice, ma senza superare i 40 gradi.
Trucco e grasso: l’acqua serve a poco
Rossetto, fondotinta, lucido da scarpe e altre macchie grasse non sono solubili in acqua. Prima di tutto bisogna assorbire l’eccesso con carta o panno pulito. Solo dopo si può usare detersivo per piatti o sapone di Marsiglia.
Attenzione ai colori delicati
Prima di usare smacchiatori o solventi, gli esperti consigliano sempre di fare una prova in una zona nascosta del tessuto. Basta tamponare una parte interna con un panno umido e poco detergente: se il colore si trasferisce, significa che la tintura è instabile.
In questi casi servono metodi più delicati.
La terra di Sommières contro le macchie di grasso
Tra i rimedi tradizionali che continuano a convincere gli specialisti c’è la terra di Sommières, una polvere di argilla molto fine usata soprattutto contro il grasso.
Va distribuita sulla macchia e lasciata agire almeno un’ora, in modo che assorba l’unto dalle fibre. Poi si elimina con aspirapolvere o spazzola morbida.








