Oscar della scorrettezza: Meta, Ryanair, Easy Jet, Viagogo e Stellantis tra i peggiori marchi secondo gli inglesi

Dalle truffe online ai rincari nascosti, passando per i bagagli a mano e la gestione dei richiami auto. L’associazione britannica Which? assegna i suoi “Shoddy Awards” alle aziende che, nell’ultimo anno, hanno deluso i consumatori

Ogni anno l’associazione dei consumatori britannica Which? assegna gli Shoddy Awards, una sorta di “anti-Oscar” destinato alle aziende che si sono distinte per pratiche commerciali scorrette, scarsa trasparenza o insufficiente tutela dei clienti. L’edizione 2026 punta il dito contro 14 marchi, ma alcuni casi hanno una portata ben più ampia del Regno Unito e interessano da vicino anche i consumatori europei. Tra questi figurano Meta, le compagnie aeree easyJet, Ryanair e Wizz Air, le piattaforme di secondary ticketing Viagogo e StubHub e il gruppo automobilistico Stellantis.

Meta, il “paradiso” delle truffe online

Per il terzo anno consecutivo Meta conquista uno degli Shoddy Awards. Secondo Which?, Facebook, Instagram e WhatsApp continuano a rappresentare il principale terreno di caccia per i truffatori, senza che l’azienda riesca a contrastare efficacemente il fenomeno.

A pesare sulla decisione sono anche documenti interni trapelati alla fine del 2025, secondo cui Meta avrebbe stimato in circa 7 miliardi di dollari all’anno i ricavi generati dagli annunci fraudolenti ospitati sulle proprie piattaforme. L’azienda respinge le accuse e sostiene di investire costantemente nel contrasto alle frodi, ma per Which? i risultati sono ancora insufficienti. Non con grandissimo impegno come ha dimostrato anche un’inchiesta del Salvagente sugli annunci di “chiusure di negozi storici” che altro non erano che truffe ben congegnate.

L’associazione ricorda come, nell’ultimo anno, le sue indagini abbiano individuato su Facebook e Instagram numerose campagne fraudolente: falsi investimenti in criptovalute promossi con video deepfake, società finanziarie inesistenti e truffe sulle consegne veicolate perfino attraverso account WhatsApp verificati.

Un elemento che ha ulteriormente irritato Which? è stato il temporaneo blocco del gruppo Facebook creato proprio per segnalare le truffe ai consumatori, mentre molti contenuti fraudolenti continuavano a rimanere online.

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Bagagli a mano: le promesse delle low cost non convincono

Tra i “premiati” figurano anche easyJet, Ryanair e Wizz Air, finite nel mirino per la pubblicità sulle tariffe dei bagagli a mano.

Which? ha monitorato oltre 1.500 voli verificando se fosse realmente possibile acquistare il bagaglio ai prezzi minimi reclamizzati.

Per easyJet la risposta è stata praticamente no: la tariffa pubblicizzata di 5,99 sterline non è mai comparsa nei più di 500 voli analizzati. Il prezzo più basso trovato è stato di 23,49 sterline. Dopo la segnalazione dell’associazione, l’Advertising Standards Authority britannica ha giudicato la comunicazione ingannevole e la compagnia ha eliminato quel messaggio pubblicitario.

Anche Ryanair e Wizz Air sono state criticate. La prima pubblicizzava bagagli da 12 euro, ma Which? è riuscita a trovare quella tariffa solo in due casi su oltre 600 voli. Wizz Air indicava invece prezzi a partire da 10 euro (inizialmente addirittura gratuiti, poi ha parlato di un errore tecnico), ma anche in questo caso la tariffa minima è risultata quasi impossibile da trovare.

Le tre compagnie contestano le conclusioni dell’indagine, sostenendo che il campione non sarebbe rappresentativo e ribadendo la trasparenza delle proprie politiche tariffarie.

Viagogo e StubHub, il business del secondary ticketing

Un altro Shoddy Award va a Viagogo e StubHub, accusate di alimentare il fenomeno del bagarinaggio online.

L’indagine di Which? ha trovato biglietti per il tour degli Oasis rivenduti fino a 4.442 sterline su Viagogo e 3.499 sterline su StubHub.

Ancora più significativo il caso di un concerto di Busted e McFly: sei posti venivano proposti sulle due piattaforme a oltre 600-700 sterline, mentre gli stessi posti risultavano ancora disponibili sul circuito ufficiale Ticketmaster a circa 387 sterline.

Which? denuncia inoltre la presenza di inserzioni speculative, cioè annunci pubblicati da venditori che non possiedono ancora i biglietti ma contano di acquistarli successivamente.

Le due piattaforme hanno dichiarato di vietare questo tipo di pratica e di aver rimosso gli annunci segnalati, ma per l’associazione il fenomeno continua a rappresentare un problema strutturale. Anche grazie alle campagne di Which?, nel Regno Unito è ora allo studio una legge che vieterebbe la rivendita dei biglietti a prezzi superiori a quelli originali.

Stellantis e il richiamo degli airbag

Tra i casi più delicati figura quello di Stellantis, per la gestione del richiamo “stop-drive” che nel 2025 ha interessato decine di migliaia di Citroën e DS equipaggiate con airbag difettosi.

In casi eccezionali gli airbag avrebbero potuto esplodere, costringendo il costruttore a chiedere ai proprietari di non utilizzare le vetture fino alla riparazione.

Secondo Which?, il problema non è stato soltanto tecnico, ma soprattutto gestionale. Molti automobilisti sono rimasti senza auto per settimane o mesi, lamentando informazioni frammentarie e l’assenza di indicazioni chiare su eventuali rimborsi o auto sostitutive.

L’associazione cita il caso di una donna costretta a spendere quasi 900 sterline per noleggiare un’auto necessaria ad accompagnare il marito malato di cancro alle cure ospedaliere.

Stellantis ha risposto affermando di valutare ogni situazione individualmente e di dare priorità ai casi più urgenti, ma secondo Which? la comunicazione con i clienti è stata insufficiente e poco trasparente.