
Dopo Nestlé e Kellogg’s, anche General Mills (produttrice dei Cheerios) annuncia l’eliminazione dei coloranti artificiali dai cereali per colazione che commercializza
Dopo Nestlé e Kellogg’s, anche General Mills (produttrice dei Cheerios) annuncia l’eliminazione dei coloranti artificiali dai cereali per colazione che commercializza.
La società è uno dei principali produttori di cereali per la prima colazione e realizza marchi molto noti soprattutto in Usa: oltre a Cheerios, Chex, Trix, Lucky Charms e Cinnamon Toast Crunch. L’azienda con sede nel Minnesota, ha dichiarato: “L’azienda resta in linea con l’obiettivo di eliminare i coloranti certificati dall’intero portafoglio destinato alla vendita al dettaglio negli Stati Uniti entro la fine del 2027, inclusi snack a base di frutta e prodotti da forno”.
La mossa di Kellogg’s
Ad agosto era stata Kellogg’s ad annunciare che eliminerà i coloranti artificiali da tutti i suoi cereali entro la fine del 2026, con un anno di anticipo rispetto ai piani originari. Entrambe le aziende produttrici di cereali sono state oggetto di un crescente Nel 2025 le indagini condotte dall’Ufficio del procuratore generale del Texas avevano acceso i riflettori proprio sulla presenza di coloranti nei prodotti delle due aziende.
Nestlé la prima a dire basta
La prima ad avere detto basta ai coloranti artificiali, tra i colossi del settore, è stata Nestlé che entro il 2026 eliminerà da tutta la gamma di prodotti – Smarties, Baci Perugina, KitKat, Galak e via elencando – i coloranti artificiali così come ha già fatto negli Stati Uniti. Lo aveva annunciato alla Reuters Stefan Palzer, responsabile tecnologico di Nestlé: “Non è stata una decisione scontata. Abbiamo dovuto svolgere un intenso lavoro di ricerca e sviluppo perché è necessario valutare tutte le soluzioni naturali, testarle durante la produzione e verificarne la durata di conservazione. Lo abbiamo fatto perché i consumatori non apprezzano gli ingredienti artificiali. Vogliono ricette più semplici“.
La decisione ricalca quella avviata negli Stati Uniti dove tutti i produttori hanno abbandonato una serie di additivi coloranti a base di petrolio come richiesto dal ministero della Salute Robert F. Kennedy e concordato con la Fda, la Food and drug administration, l’autorità federale per la sicurezza alimentare. Nello specifico i 27 produttori che negli Usa hanno detto addio ai coloranti artificiali, hanno dovuto rimpiazzare con alternative naturali una lista di additivi perché sospettati di favorire alcune patologie e l’obesità specialmente tra i più giovani.









