
Un anziano lettore denuncia la difficoltà di ridurre l’abbonamento Sky: pacchetti facili da attivare che a suo giudizio non ha mai chiesto e che di certo non usa ma disdette solo telefoniche, una al mese e con tempi lunghi. Che ne dice l’Antitrust?
Caro Salvagente,
inizio questa mia con un’assunzione di responsabilità. In questo paese la mancanza di controllo sulle spese e sugli abbonamenti che si sono sottoscritti è un grandissimo rischio o, per meglio dire, la sicurezza di pagare di più. E dunque c’è poco da stupirsi se chi, come me, ha un abbonamento Sky e paga con addebito su carta di credito si ritrovi con cifre proibitive per servizi di cui non fruisce.
Quello che però vorrei segnalare è cosa succede quando si scopre che la propria fattura mensile è arrivata a livelli insostenibili, come nel mio caso. In sintesi, come sempre accade quando si riavvicina l’inizio del campionato (l’unica cosa che guardo sulle pay tv e che mi costringe a un doppio abbonamento a Sky e a Dazn, visto che a 90 anni suonati non ho né intendo avere internet) sono andato a fare due conti. E, guardando le fatture di Sky ho visto che sborsavo quasi 90 euro al mese. Difficile capire per cosa dalla fattura e così ho chiamato il 170 che mi ha spiegato che nel mio bouquet c’era il pacchetto “cinema”, quello “platinum” (da quello che ho capito per vedere Sky in ogni stanza, anche se io, vedovo, la guardo solo in soggiorno) e non so cos’altro.
Bene, anzi male; ho chiesto di tornare immediatamente al pacchetto base. “Per quello deve chiamare lo 0294369217 e premere il tasto 3, noi non possiamo fare queste operazioni”, mi ha risposto l’operatrice.
Altro giro, altra corsa si sarebbe detto un tempo. Dopo aver dribblato i tentativi di farmi rispondere dall’operatrice virtuale, sono riuscito a parlare con un’operatrice. E qui la sorpresa: “Gentile signore, lei può disdire un solo pacchetto per mese con effetto da fine mese successivo” mi è stato detto. Sconcertato ho chiesto di levare per primo il “platinum” che pago inutilmente circa 20 euro al mese. A conti fatti questo verrà tolto a settembre e a settembre potrò chiedere che a ottobre tolgano il cinema, a ottobre per novembre qualche altro pacchetto inutile.
Inutile sottolineare l’assurdità: per attivare un pacchetto si fa tutto con estrema facilità al telefono (o per chi lo usa sul web) mentre per togliere servizi c’è solo un numero di telefono e tante, troppe limitazioni. Senza contare che, sarà anche la mia età, ma non ricordo di aver mai chiesto questi pacchetti. Ho solo chiesto mesi fa di avere un nuovo decoder visto che quello anteguerra che usavo non aveva una presa per le cuffie…
Quelli bravi la chiamerebbero asimmetria procedurale a sfavore del consumatore, non credete?
Lettera firmata
Quella che ha raccontato il nostro lettore è una sintesi davvero esemplare di un concentrato di pratiche che di certo non aiutano i consumatori a fare scelte libere. Abbiamo provato anche noi a simulare la condizione in cui si è trovato il consumatore e ci siamo sentiti rispondere allo stesso modo. Per avere una conferma, poi, abbiamo formulato all’ufficio stampa tre semplici quesiti:
- È vero che dall’area personale del sito si possono aggiungere pacchetti ma non toglierne?
- È corretto quanto affermato dai vostri operatori che si può togliere un massimo di un pacchetto o di una soluzione aggiuntiva (come Platinum) al mese? E che le modifiche partono da fine mese successivo?
- Infine, è vero che tanto l’assistenza virtuale che il call center 170 non possono fare variazioni sul bouquet di abbonamento ma per variarli esiste un numero dedicato?
Purtroppo a oggi, dall’azienda non hanno trovato il tempo di rispondere.
Chi invece dovrebbe trovare forse un po’ di tempo per analizzare quella che il nostro lettore definisce molto efficacemente asimmetria potrebbe essere l’Antitrust a cui abbiamo girato la segnalazione. Sperando, almeno da parte dell’Autorità in una risposta.









