Metalli pesanti e ftalati nei prodotti elettronici: bocciato uno su due

Asciugacapelli, tostapane, casse bluetooth e ventilatori USB: più della metà dei piccoli elettrodomestici e prodotti elettronici venduti in Europa non è conforme alle norme Ue sulle sostanze pericolose. Trovati piombo, cadmio e ftalati oltre i limiti consentiti

Smartwatch, ventilatori USB, casse bluetooth, luci da giardino solari, ma anche tostapane, frullatori e asciugacapelli. Più della metà dei piccoli elettrodomestici e dei prodotti elettronici analizzati nell’ambito di una campagna europea di controllo è risultata non conforme alle norme Ue sulle sostanze pericolose. In molti casi sono stati trovati piombo, cadmio e ftalati oltre i limiti consentiti.

Piombo e ftalati sopra i limiti in oltre 100 prodotti

L’indagine, finanziata dall’Unione europea e coordinata dalla Direzione generale Mercato interno, industria, imprenditoria e Pmi della Commissione europea (DG Grow), ha coinvolto le autorità di vigilanza di 13 Paesi europei. Complessivamente sono stati esaminati 173 dispositivi elettrici ed elettronici di uso quotidiano, acquistati sia nei negozi tradizionali sia online. Tra i prodotti sottoposti a test ci sono:

  • ventilatori e torce USB;
  • smartwatch e casse bluetooth;
  • lampade e luci da giardino a energia solare;
  • tostapane, piastre per waffle, spremiagrumi e mixer;
  • asciugacapelli, rasoi elettrici, regolabarba e spazzole ad aria calda;
  • dispositivi per massaggi.

Molti di questi prodotti appartengono a categorie in cui operano marchi molto diffusi in Europa, come Philips, Braun, Rowenta, Moulinex, Russell Hobbs, Xiaomi, Hama, JBL, Tristar e Beurer, anche se la Commissione europea non ha diffuso l’elenco completo delle marche coinvolte nei test.

Le analisi hanno riguardato la presenza di:

  • piombo;
  • cadmio;
  • mercurio;
  • cromo esavalente;
  • ritardanti di fiamma bromurati (PBB e PBDE);
  • ftalati DEHP, BBP, DBP e DIBP.

Si tratta di sostanze la cui presenza è limitata dalla direttiva RoHS (Restriction of Hazardous Substances), che disciplina i materiali utilizzati nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche.

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Piombo nelle saldature, ftalati nei cavi

Il problema più frequente è stato il superamento dei limiti di piombo, spesso associato al cadmio. Ben 82 campioni sono risultati irregolari a causa delle saldature.
Altri 51 prodotti contenevano quantità eccessive di ftalati nelle guaine in PVC morbido dei cavi USB, dei cavi di alimentazione e delle spine.
In 5 casi sono stati rilevati ritardanti di fiamma bromurati nelle componenti in plastica rigida, mentre tre prodotti presentavano cromo esavalente in viti e parti metalliche con rivestimento iridescente.

Ricordiamo che il piombo è un metallo tossico che può danneggiare il sistema nervoso e interferire con lo sviluppo cognitivo, soprattutto nei bambini. Il cadmio è classificato come cancerogeno per l’uomo.

Gli ftalati, utilizzati per rendere più flessibili le plastiche, sono invece noti interferenti endocrini e sono associati a effetti sul sistema riproduttivo e sullo sviluppo.

Per questo la direttiva RoHS ne limita severamente la presenza nei dispositivi elettronici. E i risultati della campagna europea mostrano che, nonostante i controlli, una quota rilevante di piccoli elettrodomestici e gadget continua a non rispettare le regole.

Acquisti online più a rischio

Dall’indagine emerge una differenza significativa tra i prodotti acquistati in negozio e quelli comprati attraverso piattaforme online. Dei 69 articoli acquistati via internet, 49 non rispettavano le norme europee. Nei punti vendita fisici, invece, le non conformità sono state 37 su 104 campioni esaminati.
Il prezzo medio dei prodotti testati era di appena 10 euro, confermando come gli articoli particolarmente economici rappresentino spesso la fascia più problematica.

Falso marchio CE, che sta per “China Export”

Le autorità hanno verificato anche la documentazione e le etichette obbligatorie. Nel 24% dei casi sono emerse irregolarità:

  • marchio CE assente;
  • simbolo poco leggibile o facilmente cancellabile;
  • informazioni incomplete;
  • mancanza di un referente con sede nell’Unione europea.

Considerando sia le analisi chimiche sia le verifiche documentali, il bilancio finale è pesante: 91 prodotti su 173, pari al 53%, sono stati giudicati non conformi. Molti di questi articoli sono stati segnalati sul portale europeo Safety Gate, il sistema di allerta rapido dell’Ue per i prodotti non alimentari pericolosi. In diversi casi le autorità hanno disposto il ritiro dal mercato o il divieto di vendita.

Le autorità europee invitano i consumatori a verificare sempre la presenza del marchio CE autentico e a fare attenzione alle imitazioni, spesso indicate impropriamente come “China Export”. Sebbene graficamente simili, questi simboli non rappresentano una certificazione ufficiale e possono accompagnare prodotti che non rispettano gli standard europei.

Un’altra raccomandazione riguarda gli acquisti online: è preferibile verificare che il venditore o l’importatore abbiano una sede all’interno dell’Unione europea e diffidare dei prodotti venduti a prezzi troppo bassi.