
Centinaia di medici, professori universitari, ricercatori hanno firmato un appello alla presidente Metsola: “Fermate la discussione sul decreto Omnibus. Serve prima una valutazione sull’impatto della salute”
Più di 500 scienziati hanno firmato un appello rivolto alla presidente del Parlamento Ue Roberta Metsola per chiedere di fermare la discussione sul decreto Omnibus, che deregolamenta l’impiego dei pesticidi, facilita i rinnovi delle autorizzazioni allentando le maglie sulla sicurezza alimentare, prima di avviare una vera valutazione di impatto sulla salute umana delle possibili nuove regole.
Nella lettera appello (inviata anche ai presidenti della Commissione Envi e Agri) si legge: “Siamo scienziati provenienti, tra gli altri, dai settori della fisica, dell’ecologia, dell’eco-tossicologia, dell’endocrinologia, dell’agronomia e della medicina, affiancati da esperti di sanità pubblica e funzionari addetti alla tutela dell’ambiente; scriviamo per esprimere la nostra comune preoccupazione riguardo all’assenza di una valutazione d’impatto per il pacchetto “Omnibus” sulla sicurezza di alimenti e mangimi, nonché in merito ai ritmi con cui esso viene attualmente esaminato dal Parlamento europeo. Chiediamo rispettosamente che il dibattito venga sospeso finché non sarà stata effettuata una valutazione rigorosa e indipendente delle conseguenze sanitarie, ambientali e amministrative della proposta ‘Omnibus'”.
Negli ultimi mesi, come ricorda la lettera-appello – ci sono stati studi che hanno messo in guardia sui rischi di una deregulation sui pesticidi.
Una valutazione indipendente commissionata dal Parlamento olandese ha sollevato preoccupazioni circa le implicazioni del pacchetto per la tutela della salute e dell’ambiente, nonché sulla sua effettiva capacità di mantenere le promesse di semplificazione. Le conclusioni del rapporto olandese sono analoghe a quelle di un parere scientifico pubblicato nel febbraio 2026 dal comitato consultivo scientifico del Piano d’azione nazionale tedesco per l’uso sostenibile dei pesticidi. Parallelamente, l’Accademia nazionale delle scienze tedesca (Leopoldina) ha pubblicato un documento di posizione mettendo in guardia contro l’allentamento della procedura di approvazione dei prodotti fitosanitari a scapito delle tutele sanitarie e ambientali. Ricercatori tedeschi e olandesi hanno pubblicato un’analisi che solleva dubbi di natura metodologica, mentre un gruppo di ricerca dell’Università di Stoccolma ha documentato lacune specifiche nella valutazione di almeno una sostanza nell’ambito dell’attuale quadro normativo.
“Tali preoccupazioni – si legge nell’appello – fanno eco a quelle espresse all’inizio dell’anno da un gruppo di ricercatori sulla rivista Science. Nel loro insieme, questi studi evidenziano rischi reali e, in alcuni casi, ben documentati, che l’attuale iter legislativo non ha ancora affrontato in modo sistematico”.
A onor del vero il Centro comune di ricerca della Commissione europea ha elaborato una valutazione sulle conseguenze del decreto Omnibus ma solo dal punto di vista economiche, stimandoi riflessi sulle importazioni.
Nell’appello si mette in evidenza anche come siano stati auditi solo esperti vicino all’industria agro-chimica. “Durante l’audizione al Parlamento europeo del 2 settembre 2026, è emerso chiaramente che la maggior parte degli esperti ascoltati aveva legami con il settore agroindustriale, mentre è stato sentito un solo scienziato indipendente, il professor Vijver. Tali scelte influiscono sulle modalità di informazione dei membri del Parlamento. Una valutazione d’impatto appare quindi ancora più utile, in quanto può fornire criteri trasparenti e armonizzati in termini di efficienza, efficacia e conseguenze per la salute umana e gli ecosistemi, consentendo di prendere una decisione consapevole”.
Tra i firmatari, ci sono anche diversi scienziati italiani come Daniele Mandrioli, tossicologo di fama internazionale membro del Collegium Ramazzini, Giovanni Ghirga, pediatra di Isde Italia, Anna Maria Loi, medico, Rocco Santarono, medico di Isde Italia, Rossella Cannarella, specialista in endocrinologia della riproduzione, Università di Catania membro del Comitato tecnico-scientifico del ministero della Salute, Fabio Olmastroni, professore di Agroecologia all’Università di Firenze, Mario Frusi, medico.








