Caldo africano: il rischio non è il colpo di calore, ma la disidratazione

Weekend e prossimi giorni all’insegna del caldo africano con temperature oltre i 35 gradi. Il vero pericolo è la disidratazione più che il colpo di calore. Ecco sintomi, rischi e precauzioni da adottare

L’Italia sta vivendo uno dei primi veri assaggi d’estate estrema. Tra il weekend e i primi giorni della prossima settimana l’anticiclone africano porterà temperature ben oltre le medie stagionali, con picchi che in diverse aree del Paese potranno raggiungere o superare i 35-36 gradi e punte ancora più elevate nelle zone interne. Le previsioni indicano valori fino a 36-38 gradi in alcune aree della Pianura Padana, delle regioni tirreniche e delle Isole maggiori.

In giornate come queste si torna a parlare del temuto “colpo di calore”. Ma i medici invitano a fare chiarezza: il vero colpo di calore è un evento relativamente raro, anche durante le ondate di caldo più intense. Ciò non significa che il caldo non sia pericoloso. Al contrario, i rischi più frequenti sono legati alla disidratazione, agli sbalzi di pressione e alle complicazioni per le persone più fragili.

Cos’è davvero il colpo di calore

Il colpo di calore si verifica generalmente dopo una prolungata esposizione diretta al sole, soprattutto senza protezione del capo. I sintomi sono severi: febbre molto alta, brividi scuotenti, sensazione di bruciore diffuso, alterazione dello stato di coscienza.

In questi casi è necessario allertare immediatamente il 118 o un medico. Nell’attesa dei soccorsi è utile raffreddare rapidamente il corpo con impacchi freddi o ghiacciati.

Perché il caldo mette sotto stress l’organismo

L’uomo è un animale omeotermo: il nostro organismo cerca costantemente di mantenere la temperatura corporea intorno ai 36,5-37 gradi. Per farlo attiva diversi meccanismi di difesa, il principale dei quali è la sudorazione.

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Sudare è indispensabile, ma comporta la perdita di acqua e sali minerali come sodio, potassio e cloro, elementi essenziali per il corretto funzionamento di cuore, reni e muscoli.

Quando le perdite diventano importanti possono comparire diversi disturbi:

  • disidratazione;
  • riduzione della diuresi;
  • urine molto concentrate;
  • maggiore rischio di formazione di calcoli renali;
  • abbassamento della pressione arteriosa;
  • debolezza e svenimenti.

Il caldo determina infatti una diminuzione della volemia, cioè della quantità complessiva di liquidi circolanti nell’organismo. Da qui il rischio di bruschi cali pressori, soprattutto negli anziani.

Bere di più non è un consiglio banale

La prima regola resta la più semplice: bere.

Se in condizioni normali il fabbisogno medio è di circa un litro e mezzo di acqua al giorno, durante le ondate di calore si può arrivare fino a tre litri, salvo diverse indicazioni mediche.

Anche la frutta può aiutare a reintegrare liquidi e minerali. L’anguria, ad esempio, è particolarmente indicata perché contiene elevate quantità di acqua e potassio.

Cardiopatici tra i soggetti più vulnerabili

Il caldo rappresenta un problema particolarmente delicato per chi soffre di malattie cardiovascolari.

Le alte temperature modificano infatti il funzionamento del sistema circolatorio, influenzando la dilatazione di arterie e vene. Per questo, soprattutto negli anziani cardiopatici, l’estate può rendere necessario un controllo specialistico per verificare l’adeguatezza delle terapie.

In particolare, farmaci come diuretici e vasodilatatori possono richiedere un aggiustamento del dosaggio. Attenzione però: qualsiasi modifica deve essere effettuata esclusivamente sotto controllo medico.

I segnali da non sottovalutare

Occorre prestare attenzione a sintomi come:

  • vertigini;
  • intensa sete;
  • debolezza marcata;
  • mal di testa persistente;
  • ansia e senso di malessere;
  • crampi muscolari, soprattutto a gambe, braccia e addome.

In presenza di questi disturbi è consigliabile spostarsi immediatamente in un ambiente fresco, bere acqua o succhi di frutta e riposare.

Se i crampi da caldo persistono per oltre un’ora è opportuno rivolgersi a un medico.

Quando chiamare subito i soccorsi

La situazione diventa un’emergenza se una persona presenta:

  • pelle molto calda;
  • stato confusionale o delirio;
  • convulsioni;
  • perdita di coscienza.

In questi casi bisogna chiamare immediatamente il 118.

Nell’attesa dei soccorsi occorre trasferire la persona in un luogo fresco, adagiarla in posizione orizzontale con gambe leggermente sollevate, rimuovere gli indumenti più pesanti e iniziare il raffreddamento del corpo applicando impacchi freddi su collo, ascelle e inguine.

Può essere utile ventilare continuamente la persona e bagnarne la pelle con acqua fresca. Non bisogna invece somministrare farmaci antipiretici come paracetamolo o acido acetilsalicilico.

Le regole d’oro contro l’ondata di caldo

Il Ministero della Salute, che ha già attivato il sistema nazionale di monitoraggio delle ondate di calore per l’estate 2026, raccomanda alcune precauzioni fondamentali:

  • evitare di uscire nelle ore più calde della giornata;
  • limitare l’attività fisica intensa;
  • indossare abiti leggeri e chiari;
  • proteggere il capo quando si sta all’aperto;
  • bere frequentemente anche in assenza di sete;
  • consumare frutta e verdura fresche;
  • mantenere gli ambienti domestici freschi e poco umidi.

Consigli semplici, ma che durante giornate da 35 gradi e oltre possono fare la differenza.