
In Europa viviamo il paradosso dei “pesticidi di ritorno”: vietati nell’Ue, tornano nei nostri piatti con cibi importati che consumiamo tutti i giorni, come riso, té e spezie. Lo attestano le analisi di Foodwatch che li hanno trovati in 45 prodotti su 64
Chlorfenapyr, bifenthrin, spirotetramat, clothianidin: sono solo alcuni dei pesticidi vietati in Europa che “tornano” nei nostri piatti attraverso cibi importati, venduti in tutti i supermercati e negozi di alimentari. E non parliamo di prodotti “etnici”, ma di alimenti che consumiamo tutti i giorni come riso e té. È il quadro piuttosto allarmante che emerge dalle analisi effettuate da Foodwatch su 64 prodotti acquistati nei supermercati in Germania, Paesi Bassi, Francia e Austria: ben 45 contenevano residui di sostanze non autorizzate nell’Ue. E poi c’è il problema della presenza contemporanea di più pesticidi, il cosiddetto effetto cocktail che sfugge ai limiti di sicurezza, previsti per le singole sostanze.
Il paradosso europeo: vietati qui, esportati altrove
Le analisi evidenziano ancora una volta le contraddizioni della politica europea sui pesticidi: da una parte vengono vietate sostanze giudicate troppo rischiose, dall’altra si continua a consentirne produzione, esportazione e reintroduzione indiretta attraverso il commercio globale. Un paradosso che è sotto gli occhi di tutti da tempo: da una parte l’Unione Europea si presenta come uno dei sistemi più rigorosi al mondo nella regolamentazione dei pesticidi, dall’altra non considera “l’effetto boomerang” delle sostanze pericolose che vengono usate fuori dall’Ue e arrivano comunque sulle nostre tavole. La “falla normativa” si nasconde dietro il fatto che sebbene l’Ue vieti l’utilizzo di alcune sostanze sul proprio territorio, continua a consentirne la produzione e l’esportazione verso Paesi terzi. Una sorta di “doppio standard” che permette l’uso di questi pesticidi nelle coltivazioni extraeuropee e il ritorno nel mercato europeo sotto forma di residui negli alimenti importati. Tra le sostanze esportate dall’Europa figura anche il paraquat, erbicida altamente tossico associato al morbo di Parkinson.









