“Mia suocera vittima del teleselling, si è ritrovata senza luce e gas”

Un’anziana si ritrova a sua insaputa cliente di Switch luce&gas: tra bollette aumentate, comunicazioni “fantasma” e black out improvvisi, per l’ignara signora e i suoi famigliari è stato un incubo. Il parere di Valentina Masciari, Konsumer Italia

Buongiorno, vorrei chiedere un parere per una attività di teleselling rivolta a mia suocera (classe 1947, quasi 79 anni) svolta in modo poco trasparente.
Era utente di Poste Energia da tempo (per luce e gas) ma in seguito all’offerta ricevuta attraverso il teleselling – non richiesto – ha acconsentito al cambio ed è stata “spostata” sulla società Switch luce&gas per entrambe le forniture, a partire da febbraio 2026.
Non sappiamo come i suoi dati personali (numero di cellulare e indirizzo email) siano pervenuti alla suddetta società, ma dopo il telesellling il contratto le è stato recapitato esclusivamente sulla posta personale (che lei non sa utilizzare) e allo stesso modo le bollette.
Non si è resa conto della situazione fino a fine aprile, quando ha iniziato a saltare spesso la corrente in casa (anche di notte) e i suoi figli, non trovando spiegazione, per due giorni hanno indagato in vari modi fino a trovare il contratto e le bollette nella mail (specifico che anche la raccomandata di interruzione fornitura è giunta solo via e mail, passando quindi totalmente inosservata).
Per le forniture con Poste Energia aveva la domiciliazione sul conto, quindi non ha realizzato del passaggio forzato fino a quando non è rimasta al buio. Il dubbio da parte dei figli (tra cui mia moglie) sullla scarsa trasparenza nella comunicazione è relativo al fatto che le bollette luce e gas mensili sono passate per il mese di febbraio da euro 148 a euro 336 (con Switch luce &gas).
Il contratto cartaeco esaminato ora dai figli è poco chiaro e non contiene la scheda sintetica standard di confronto tra proposta e mercato attuale, come previsto dal codice di condotta commerciale imposto da Arera (delibera 426/2020). Gli oneri (del tutto fuori mercato) sono mimetizzati a pagina 19 tra le pieghe delle condizioni Tecnico economiche. Non è un modo trasparente di comunicare e la trasparenza è una responsabilità di chi fa l’offerta.
I figli hanno immeditamente contatatto il gestore via pec per un chiarimento, chiedendo il tempo di ricostruire l’accaduto (era il ponte del 25 aprile) e pregando di non interrompere la fornitura di corrente elettrica, stante anche la vulnerabilità della cliente che si avvicina agli 80 anni. La società ha risposto che il contratto risulta regolare. Il giorno 28/4 è stata interrotta la fornitura di corrente per l’intera giornata, fino al pagamento delle bollette di febbraio (avvenuto in giornata grazie ai figli). Abbiamo riaperto un nuovo contratto con Poste ma fino a maggio (quindi per 4 mesi siamo vincolati a questo gestore, con una notevole perdita di denaro).
Come consigliate di procedere?
Cordiali saluti

Alessandro De Sanctis e Elda Noris

La vicenda raccontata dai nostri lettori dimostra che la misura è colma: i contratti estorti attraverso azioni di telesellingselvaggio” non sono più sopportabili e diventano davvero odiosi se la “vittima” è un consumatore anziano. Abbiamo chiesto un parere Valentina Masciari, responsabile Utenze di Konsumer Italia. Eccolo:

 In questo caso specifico, il vero problema non è l’offerta commerciale che sicuramente non è fra le migliori ma la modalità di attivazione del contratto.

La prima cosa che si sarebbe dovuta fare, una volta scoperta la cosa, era di richiedere copia della registrazione vocale, perché credo abbiano proceduto in tal senso, in quanto quella copia di contratto che è stata inviata, non è firmata. A mio parere, è evidente che hanno approfittato della fragilità della signora. Considerando che ancora sono attivi con questo fornitore, direi di richiedere per iscritto chiarimenti sulla sottoscrizione del contratto, specificando che è stato “estorto” a una persona di una certa età.
Se non vengono formalmente, quindi per iscritto, contestate alcune procedure poco trasparenti, le società coinvolte continueranno a sostenere la correttezza del proprio operato, senza fornire alcun dettaglio.
Il fenomeno è molto diffuso, tant’è che a partire da giugno 2026, verranno introdotte nuove regole per combattere questo telemarketing selvaggio e le frodi che ne derivano: il decreto Bollette. Di conseguenza, sarà vietato per le società di luce e gas concludere contratti tramite call center, e il contratto sarà valido solo se il consumatore richiede esplicitamente di essere contattato per ricevere un’offerta. Inoltre, se un contratto luce o gas viene attivato senza un formale consenso, si considera nullo.
E ancora, sempre per il settore dell’energia, il solo consenso telefonico non è più sufficiente ma è necessaria anche una conferma scritta da parte del consumatore.
Il focus principale è stato fatto sui contratti di energia ma, in effetti, la tendenza è di fissare norme che stabiliscano l’obbligo di una conferma scritta su “supporto durevole”, per tutti i contratti a distanza. Attenzione però, perché già dallo scorso anno è stato previsto per i contratti conclusi telefonicamente, che il consumatore non è vincolato finché non firma l’offerta ricevuta per iscritto, anche se non era stato fissato un obbligo netto.
Mi sembra di capire che su questa casistica ci siano allora, diverse incongruenze che portano come già detto, a contestare la validità di questo contratto.
Vale la pena ricordare che i call center autorizzati, dovranno utilizzare numeri telefonici riconoscibili e richiamabili, distinguendosi così dalle numerazioni illegali e che se verremo contattati per proporci un cambio fornitore per le utenze luce e gas, dal 19 giugno 2026, la proposta telefonica non avrà alcun valore vincolante perché sarà necessario confermare la volontà per iscritto. È poi previsto che verranno eseguiti controlli più severi anche sui consensi dichiarati dalle società di telemarketing.

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