Libri scolastici, rincari fino al 2,3%: dove risparmiare davvero

I listini 2026/27 salgono dell’1,8-2,3%, mentre il rientro a scuola può costare fino a 1.300 euro a studente. Abbiamo confrontato sconti immediati, coupon disponibili. E a 8 mesi dalla legge di bilancio i 20 milioni stanziati dal governo per aiutare le famiglie restano ancora sulla carta

Il conto dei libri scolastici sale anche quest’anno, anche se gli aumenti risultano più contenuti dell’inflazione generale. E per le famiglie è già partita la caccia agli sconti: supermercati, librerie e Amazon sono tornati a contendersi le prenotazioni con riduzioni che arrivano quasi invariabilmente al 15%. Non è una coincidenza: per i testi scolastici nuovi la legge pone proprio al 15% il limite massimo dello sconto applicabile sul prezzo di copertina. Un tetto che l’Antitrust considera persino troppo restrittivo, perché riduce lo spazio per la concorrenza tra i rivenditori.

Abbiamo passato in rassegna le principali offerte disponibili per l’anno scolastico 2026/27. E una distinzione è fondamentale: uno sconto del 15% alla cassa non equivale a un buono del 15% da utilizzare dopo l’acquisto. Nel primo caso il risparmio è immediato, nel secondo occorre spendere di nuovo, spesso con numerose esclusioni.

Fino a 1.300 euro per il ritorno a scuola

A preoccupare è soprattutto il conto complessivo. Secondo il Codacons, mettendo insieme libri, dizionari, zaino, diario, quaderni, cancelleria e materiale da disegno, la spesa per il ritorno a scuola può arrivare quest’anno fino a 1.300 euro per studente. La cifra, va precisato, rappresenta una stima massima del corredo complessivo e non la spesa media per i soli libri.

Un’indicazione più solida sui testi arriva dall’indagine conclusa a gennaio dall’Autorità garante della concorrenza. L’Agcm calcola una spesa media di 580 euro nell’intero ciclo delle scuole medie e 1.250 euro nell’intero ciclo delle superiori. Anche in questo caso attenzione: non sono importi annuali, ma riferiti all’intero percorso di studi. Il mercato italiano dei libri scolastici nuovi vale circa 800 milioni di euro l’anno, quello dell’usato altri 150 milioni.

È proprio l’usato, quando l’edizione adottata lo consente, a offrire risparmi molto superiori a qualsiasi promozione sul nuovo.

sponsor

Il 15% alla cassa conviene più del coupon

Sul nuovo la scelta sembra apparentemente semplice: quasi tutti pubblicizzano il 15%. Ma il meccanismo cambia parecchio.

Conad applica uno sconto immediato del 15% sui testi adottati nelle scuole secondarie, prenotabili fino al 30 settembre. Carrefour fa altrettanto al momento del ritiro dei volumi prenotati entro il 30 settembre. Nova Coop applica il 15% alle medie e alle superiori per le prenotazioni fino al 3 ottobre, mentre Iper riserva lo stesso sconto ai possessori di Carta Vantaggi.

Interessante anche la formula di Esselunga: 15% sui testi prenotati fino al 25 ottobre, più 200 Punti Fragola Extra per il primo ordine effettuato online, senza soglia minima di spesa.

Coop Alleanza 3.0 affianca al 15% sul nuovo anche l’usato: i libri usati possono essere acquistati al 60% del prezzo di copertina 2026, dunque con un risparmio del 40%. I soci che vendono i propri testi entro il 31 agosto ricevono invece un buono pari al 30% del prezzo di copertina 2025, al netto dei costi di spedizione.

Anche Amazon sta proponendo il 15%, ma con una condizione: occorre acquistare almeno quattro libri idonei in un unico ordine. Lo sconto è automatico al checkout.

Libraccio e Feltrinelli: quel 15% non è uno sconto sui libri

Diverso il caso di Libraccio.it. Chi acquista libri scolastici nuovi entro il 10 settembre riceve un buono pari al 15% dell’importo speso, ma paga comunque per intero i testi. Il voucher può essere utilizzato entro il 31 dicembre, in un’unica soluzione e su un ordine di almeno 25 euro. Soprattutto, non vale per acquistare libri scolastici, libri nuovi, ebook, audiolibri o universitari: si può utilizzare, tra l’altro, per cartoleria, libri usati non scolastici e prodotti outlet.

Meccanismo analogo nelle Librerie Feltrinelli: prenotando e acquistando testi scolastici nuovi dall’8 giugno al 31 ottobre si ottiene un coupon del 15%, ma il buono è utilizzabile per una spesa di almeno 25 euro su cartoleria, giocattoli, musica e home video. È valido per 30 giorni e alcuni negozi sono esclusi dall’iniziativa.

La differenza è tutt’altro che formale. Con 300 euro di libri, uno sconto immediato del 15% fa pagare 255 euro, 45 euro in meno subito. Con un buono del 15% si pagano invece tutti i 300 euro e si ricevono 45 euro da recuperare con un secondo acquisto, rispettandone condizioni e scadenze.

Dimenticati i 20 milioni del governo per i libri delle superiori?

Sul fronte degli aiuti pubblici c’è una novità. La legge di Bilancio 2026 ha istituito un fondo da 20 milioni di euro l’anno, a partire dal 2026, destinato alle famiglie con Isee non superiore a 30mila euro per l’acquisto dei libri, anche digitali, inseriti nelle liste di adozione delle scuole secondarie di secondo grado. Il contributo non può essere riconosciuto a chi ha già ricevuto un altro sostegno per la stessa finalità.

Non si tratta, però, di un bonus nazionale da richiedere attraverso un unico portale: le risorse devono essere ripartite tra i Comuni e la stessa legge rinvia a un decreto interministeriale per criteri, modalità di riparto, rendicontazione e monitoraggio. Ma, a otto mesi dall’approvazione della manovra e alla vigilia del nuovo anno scolastico, il decreto necessario a rendere operativo il fondo non risulta ancora emanato.

Nel frattempo continuano i sistemi regionali e comunali, con requisiti molto diversi. A Roma, per esempio, il bando 2026/27 è già aperto: riguarda gli studenti delle secondarie con Isee fino a 15.493,71 euro e riconosce 230 euro agli iscritti alle prime medie e alle prime e terze superiori, 175 euro nelle altre classi. Le domande possono essere presentate fino al 25 settembre.

Prima di pagare l’intera lista dei libri, quindi, vale la pena fare due controlli: verificare il bando del proprio Comune o della propria Regione e confrontare il 15% immediato con l’usato. Perché dietro percentuali apparentemente identiche possono nascondersi risparmi molto diversi.