
In Francia hanno sottoposto a test di laboratorio una lampada antizanzare che mette CO₂. Con due sorprese: funziona davvero ma in Europa non potrebbe essere venduta. Vediamo perché
Promette di eliminare le punture attirando le zanzare con la stessa sostanza che emettiamo respirando. Nei test di laboratorio ha ottenuto risultati sorprendenti, ma proprio il suo sistema di funzionamento solleva un problema normativo: la CO₂ prodotta dalla lampada non sarebbe autorizzata come sostanza attiva biocida. È il caso della lampada UV fotocatalitica Mostineo, esaminata in Francia da 60 Millions de consommateurs, che potrebbe incontrare ostacoli analoghi anche sul mercato italiano.
Come funziona la lampada fotocatalitica
Il dispositivo combina una sorgente di raggi ultravioletti con una piastra di biossido di 
La CO₂ è infatti uno dei segnali attraverso i quali questi insetti individuano le persone e gli altri animali a sangue caldo. Una volta attirate verso la lampada, le zanzare vengono eliminate mediante una griglia elettrificata. Il dispositivo può inoltre essere impiegato manualmente, come una normale racchetta antizanzare.
Il prezzo rilevato dalla rivista francese il 26 maggio 2026 era di 39,90 euro.
Nei test cattura e punture ridotte del 100%
Le prestazioni osservate in laboratorio da 60 Millions de consommateurs sono state particolarmente positive. Con un volontario collocato a 50 centimetri dal dispositivo, la lampada avrebbe ottenuto una riduzione del 100% delle punture e la cattura di tutte le zanzare impiegate nella prova.
Risultati che, tuttavia, devono essere letti alla luce delle condizioni sperimentali. Un test svolto in uno spazio controllato, con una persona molto vicina alla lampada, non riproduce necessariamente quello che accade in una camera, in un giardino o su un terrazzo, dove entrano in gioco la distanza, le correnti d’aria, la presenza di più persone e numerose altre fonti di attrazione.
Il principale limite segnalato dalla rivista francese non riguarda però l’efficacia, bensì la legittimità della commercializzazione.
Perché secondo l’Anses non dovrebbe essere venduta
La lampada non si limita ad attirare gli insetti con la luce, ma dichiara di produrre intenzionalmente CO₂ per richiamarli. In questo modo l’anidride carbonica assume la funzione di una sostanza attiva impiegata nel controllo degli organismi nocivi.
Secondo l’Anses, l’Agenzia francese per la sicurezza sanitaria, nell’Unione europea la CO₂ è ammessa per questo tipo di impiego soltanto quando viene generata dalla combustione di propano, butano o di una miscela dei due gas.
La CO₂ prodotta attraverso l’azione dei raggi UV sul biossido di titanio non corrisponderebbe dunque alla sostanza attiva approvata. Per questo motivo, secondo l’Agenzia, il prodotto non dovrebbe essere immesso sul mercato. La lampada esaminata, inoltre, non disponeva di una specifica autorizzazione alla commercializzazione come biocida.
Il problema non è quindi la presenza dell’anidride carbonica in quanto tale, né un particolare rischio dovuto alle quantità emesse, ma il rispetto delle procedure europee previste per le sostanze e i prodotti destinati ad attirare o controllare gli insetti.
Cosa prevede la normativa europea sui biocidi
La disciplina è comune agli Stati membri e deriva dal regolamento europeo sui prodotti biocidi. Un prodotto che esercita la propria funzione grazie a una sostanza attiva non può essere commercializzato soltanto perché funziona o perché non sembra comportare rischi immediati.
È necessario che la sostanza attiva sia stata approvata per quella precisa destinazione d’uso e che il prodotto sia autorizzato secondo le procedure previste. Gli attrattivi impiegati contro zanzare e altri organismi nocivi rientrano generalmente nella categoria dei repellenti e degli attrattivi, indicata come PT19.
La formulazione dell’approvazione è importante. Non è autorizzata genericamente qualsiasi CO₂, indipendentemente dal modo in cui viene ottenuta, ma la CO₂ generata attraverso uno specifico procedimento. Un produttore non può quindi sostituire liberamente il metodo autorizzato con una tecnologia diversa e ritenere automaticamente valida la stessa approvazione.
Una lampada simile sarebbe permessa in Italia?
Poiché la normativa sui biocidi è europea, la criticità evidenziata in Francia riguarda anche l’Italia. Il fatto che la lampada Mostineo presenti un problema di autorizzazione non significa che tutte le trappole antizanzare a CO₂ siano vietate. Sul mercato italiano esistono apparecchi regolarmente registrati come biocidi PT19, la categoria che comprende repellenti e attrattivi utilizzati per controllare gli organismi nocivi.
Consultando la banca dati dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche, Echa, abbiamo trovato due prodotti autorizzati in Italia: Mosquito Magnet Executive MM3300, con numero di autorizzazione IT-0031279-0000, e Mosquito Magnet Pioneer MM4200, autorizzato con il numero IT-0031280-0000. Ma di certo non si tratta di apparecchi da casa, dato che il prezzo si aggira intorno ai 1.800 euro.
La differenza rispetto alla lampada fotocatalitica è sostanziale. Gli apparecchi Mosquito Magnet generano l’anidride carbonica attraverso la combustione di propano, vale a dire con il procedimento espressamente previsto dall’approvazione europea della sostanza attiva. La CO₂ viene poi rilasciata per simulare il respiro umano e attirare zanzare appartenenti, tra gli altri, ai generi Aedes, Anopheles e Culex.









