
Inquandrando un Qr code potremmo conoscere i materiali utilizzati, la loro origine geografica, l’impronta ecologica legata alla produzione e al trasporto, il grado di riparabilità del prodotto e la disponibilità reale dei ricambi. Si comincia a gennaio con vestiti e pneumatici
Quante volte è stato riparato quello smartphone che ho acquistato usato? Troverò davvero i pezzi di ricambio dopo due anni se si guasta la lavatrice? E quella maglietta con quale cotone è stata tessuta? Tutte informazioni che potremmo ricevere grazie al Passaporto digitale dei prodotti e contenute nel Qr code che accompagnerà qualsiasi oggetto che acquisteremo.
Il nuovo sistema è previsto dal Regolamento Ue sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili (Espr), in base al quale ogni prodotto dovrà avere un identificativo digitale univoco. La Commissione europea ha già attivato un Registro centrale che raccoglierà tutti gli identificativi dei passaporti digitali emessi nei paesi membri.
È previsto un calendario in base al quale i Qr Code verranno previsti obbligatoriamente nei diversi settori produttivi: entro la fine nel 2026 sarà la volta di ferro, acciaio e batterie industriali; nel 2027 sarà il turno di tessile, alluminio e pneumatici; nel 2028 entreranno in gioco i mobili; nel 2029 i materassi; infine, dal 2030, l’obbligo riguarderà anche giocattoli, smartphone e tablet, cioè alcuni tra i beni di consumo più diffusi in assoluto.
Nello specifico inquadrando il Qr code scopriremo la composizione dei materiali utilizzati, la loro provenienza, l’impronta ecologica ovvero quanta Co2 è stata rilasciata dalla produzione e al trasporto, il grado di riparabilità del prodotto e la disponibilità dei ricambi, oltre alle indicazioni per lo smaltimento a fine vita.
Si tratta di informazioni che, finora, restavano nascoste negli archivi delle aziende o dietro a codici doganali indecifrabili, o che mancano completamente come nel caso della riparabilità e della disponibilità dei pezzi di ricambio. Un bel passo in avanti per la trasparenza e per una maggiore consapevolezza nelle scelte di acquisto da parte dei consumatori.









