Latte artificiale, i preparatori istantanei sono sicuri?

LATTE FORMULA

Il “caso” sollevato al Salvagente da un’ostetrica che segnala il dispositivo “Baby Brezza Formula Pro advanced”: venduto per velocizzare la preparazione del latte artificiale, non scalda l’acqua alla temperatura giusta per garantire l’abbattimento della carica batterica (70°) ma si ferma a 40°, non garantendo la sicurezza del neonato

Il dispositivo “Baby Brezza Formula Pro advanced“, venduto come preparatore istantaneo per velocizzare la preparazione del latte artificiale per i neonati, non garantisce la sicurezza del bambino perché non scalda l’acqua alla temperatura minima, necessaria a garantire l’abbattimento della carica batterica.

La denuncia di un’ostetrica, che scrive al Salvagente

A segnalarlo alla redazione del Salvagente è un’ostetrica che si è allarmata dopo che, durante una visita di controllo a una neonata di appena sei giorni, i genitori hanno mostrato il dispositivo in questione. Sul sito del produttore, MiniMe Srl, con sede in Slovenia, “Baby Brezza Formula Pro advanced” viene presentato come l’elettrodomestico perfetto per velocizzare la preparazione del latte artificiale per i lattanti che non vengono allattati al seno. Invece che portare l’acqua ad ebollizione, per poi aggiungere la polvere quando raggiunge una temperatura di 70°, la scalda direttamente a una temperatura “giusta” per la somministrazione al neonato. Si può scegliere tra tre diverse temperature di erogazione, che vanno dai 22 ai 40°.
Il problema è che questa soluzione, che sembra comoda e veloce, comporta un elevato rischio di sicurezza per il bambino perché la polvere di latte artificiale viene sciolta in un’acqua non adatta all’abbattimento della potenziale carica batterica.

Facendo una ricerca online, abbiamo constatato che esistono anche altri marchi, come Nuvita (in vendita da Prenatal), che producono questo tipo di dispositivi di preparazione istantanea del latte artificiale per il biberon limitandosi a scaldare l’acqua ad una temperatura inferiore ai 40°, pronta per il consumo.

La temperatura indicata per sciogliere il latte in polvere è 70°

La temperatura minima di 70° per la per la ricostituzione del latte in polvere è indicata da pediatri e ospedali, che riprendono le linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità in cui si spiega che il latte artificiale in polvere non è un prodotto sterile e può contenere microrganismi patogeni, tra cui Salmonella ed Enterobacteriace, pericolosi soprattutto per neonati e lattanti, le cui difese immunitarie sono ancora immature.
L’Efsa aveva già evidenziato nel 2004 i rischi microbiologici associati alle formule in polvere, mentre il regolamento europeo 2073/2005 ha introdotto stringenti requisiti microbiologici per questi prodotti. Le linee guida del tavolo tecnico interministeriale sull’allattamento al seno, riprendendo le indicazioni di Fao e Oms, raccomandano infatti di ricostituire il latte utilizzando acqua precedentemente bollita e lasciata raffreddare fino a circa 70 °C, temperatura ritenuta necessaria per inattivare eventuali batteri presenti nella polvere.

Cosa dice il Bambino Gesù

“Al di là del fatto che il latte, preparato con questi dispositivi, venga consumato immediatamente o conservato per qualche ora, si pone un tema di sicurezza” ci spiega il dottore Guglielmo Salvatori, responsabile della Banca del latte umano donato del Bambino Gesù. “A differenza del latte in formula liquido, che è pastorizzato, quello in polvere non è sterile e ammette la presenza di un certo quantitativo di batteri, tanto che si sono verificati diversi casi di infezione da Cronobacter sakazakiis e rappresentano un rischio soprattutto in bambini immunodepressi o con problematiche di natura infettiva. Per questo le indicazioni dell’Oms sono chiare e andrebbero fornite a tutte le neo mamme. La procedura è quella di bollire prima l’acqua, facendola successivamente raffreddare per circa 20-25 minuti per portarla a una temperatura di 70°, adatta ad aggiungere la polvere del latte. Questa temperatura è un compromesso tra un livello non troppo alto, per salvaguardare le proprietà nutrizionali dell’alimento, ma non troppo basso così da garantire l’abbattimento della carica batterica. Bisogna fare attenzione anche alla pulizia del contenitore dell’acqua che andrebbe sterilizzato tutte le volte, e si sconsiglia l’uso del forno a microonde per riscaldare l’acqua perché il calore non viene distribuito in modo omogeneo”.

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Qual è la ragione che spinge ad acquistare questo tipo di dispositivi?

“Questi dispositivi sono sul mercato da poco tempo e nascono probabilmente per rispondere all’esigenza, sempre più presente nelle nostre vite, di avere un risparmio di tempo – spiega Salvatori – Ormai basiamo tutte le nostre mansioni sulla tecnologia e anche  il semplice procedimento di preparazione del latte può diventare un peso. Questi dispositivi permettono di unire velocemente la polvere di latte e l’acqua, nelle proporzioni giuste, ottenendo una bevanda già pronta per il consumo. Il problema è che non c’è una garanzia di sicurezza”.
D’altronde sulle confezioni del latte artificiale in polvere, quasi sempre, sono indicate le modalità di preparazione che prevedono di portare l’acqua ad ebollizione e di aggiungere successivamente la polvere di latte. “In alcuni casi queste indicazioni non sono complete, perché non descrivono tutti i passaggi correttamente, e anche su questo – ha esortato il dottore Salvatori – si potrebbe fare di più”.