
Il tribunale di Parigi condanna Volvic di Danone: giudicate ingannevoli le diciture “carbon neutral”, “100% riciclata” e “100% riciclabile”. Sul Salvagente uno speciale sul Greenwashing
Una sentenza destinata a fare giurisprudenza sul greenwashing in Europa. Il Tribunale giudiziario di Parigi ha condannato Volvic, il marchio di acqua minerale del gruppo Danone, per pratiche commerciali ingannevoli legate alle dichiarazioni ambientali riportate sulle bottiglie e sugli imballaggi. Nel mirino dei giudici sono finite espressioni come “carbon neutral”, “certificata carbon neutral”, “100% riciclata” e “100% riciclabile”, ritenute idonee a indurre in errore i consumatori.
La causa era stata promossa dall’associazione francese dei consumatori CLCV, alla quale Danone dovrà versare 75mila euro di risarcimento. La società sarà inoltre obbligata a pubblicare la sentenza in evidenza sul sito internet di Volvic per sei mesi. Il gruppo ha già annunciato che presenterà appello.
Perché le diciture sono state giudicate ingannevoli
Secondo il tribunale, la definizione “carbon neutral” non corrisponde alla realtà del prodotto. I giudici hanno infatti accertato che le emissioni di gas serra generate durante la produzione delle bottiglie non vengono integralmente compensate dagli interventi di assorbimento della CO₂. Di conseguenza, il messaggio rischia di far credere ai consumatori che l’impatto climatico del prodotto sia nullo, quando non lo è.
Analoga la valutazione sulla dicitura “100% riciclata”. Le bottiglie, hanno osservato i magistrati, sono realizzate solo in parte con plastica riciclata: componenti come il tappo e l’etichetta non lo sono. Per questo motivo l’indicazione del 100% è stata considerata inesatta.
Anche il claim “100% riciclabile” è stato bocciato. Pur trattandosi di elementi quantitativamente limitati, colla e inchiostri utilizzati sulle confezioni non sono infatti completamente riciclabili. Un dettaglio sufficiente, secondo il tribunale, per escludere che il prodotto possa essere presentato come interamente riciclabile.
Una decisione che pesa sul futuro dei green claim
Per la CLCV si tratta di una decisione “storica”, perché affronta per la prima volta in Francia l’utilizzo di espressioni come “carbon neutral” e “100% riciclabile” riferite a un bene di largo consumo. La sentenza potrebbe rappresentare un precedente importante anche in vista dell’entrata in vigore delle nuove regole europee sui cosiddetti green claim.
L’Unione europea ha infatti approvato nel 2024 una direttiva che rafforza i requisiti per le dichiarazioni ambientali rivolte ai consumatori. Tra le novità, viene vietato presentare un prodotto come “neutrale dal punto di vista climatico” quando tale affermazione si basa esclusivamente sulla compensazione delle emissioni di carbonio attraverso crediti o progetti di offset.
La Francia è ancora impegnata nel recepimento della direttiva, ma la decisione del tribunale di Parigi arriva in un momento in cui le autorità europee stanno intensificando il contrasto al greenwashing. Un segnale che riguarda non solo il settore delle acque minerali, ma tutte le aziende che utilizzano messaggi ambientali per promuovere i propri prodotti.










