Deodoranti senza alluminio, funzionano davvero? Ecco chi vince e chi perde

I deodoranti senza alluminio, a differenza degli antitraspiranti, non riducono la sudorazione ma agiscono sui batteri, che causano i cattivi odori. Ma cosa contengono? E quanto sono efficaci? Li ha messi alla prova la rivista tedesca Öko-Test che ne ha analizzati 30. Ecco cosa ha trovato

I deodoranti senza alluminio sono ormai entrati nella routine quotidiana di milioni di persone. A differenza degli antitraspiranti, che riducono la sudorazione grazie ai sali di alluminio, questi prodotti agiscono soprattutto sugli odori attraverso la presenza di ingredienti come trietilcitrato, etilesilglicerina e alcol che limitano la proliferazione dei batteri responsabili del cattivo odore. Ma quanto mantengono le promesse? A rispondere è un test realizzato dalla rivista tedesca Öko-Test, che ha analizzato 30 deodoranti spray senza alluminio destinati prevalentemente a un pubblico femminile o unisex.

Come sono stati analizzati i deodoranti

Il test comparativo è stato effettuato su 30 deodoranti acquistati in supermercati biologici, discount e catene di profumeria e drogheria, privilegiando quelli spray con fragranze floreali, in una forbice di prezzo che va da 0,75 euro a 20 euro. Dieci prodotti appartengono alla cosmesi naturale certificata. Tutti i deodoranti sono stati sottoposti ad analisi di laboratorio per verificare la presenza di:

  • alluminio;
  • fragranze allergizzanti;
  • muschi sintetici nitro e policiclici;
  • cashmeran;
  • dietilftalato (Dep);
  • formaldeide e sostanze che la rilasciano.

Sono stati inoltre controllati gli ingredienti dichiarati in etichetta, verificando la presenza di Peg e derivati, siliconi e polimeri sintetici. Quando i produttori promettono una protezione di 24, 48 o addirittura 72 ore, oppure parlano genericamente di “effetto a lunga durata”, i ricercatori hanno chiesto la documentazione scientifica a supporto.

Promossi a pieni voti la metà, 

L’esito complessivo è positivo poiché oltre la metà del campione (ben 16 deodoranti) ottengono un giudizio “molto buono” e altri due prodotti sono stati giudicati “buoni”. Tra i deodoranti promossi con “molto buono” ci sono Weleda e Lavera (certificati naturali), ma ce ne sono alcuni che costano meno di un euro, come il deodorante Cien, venduto da Lidl, Today, venduto da Penny, Edeka e Pure & Basic, venduti da McBride.   
Le note più dolenti riguardano 11 deodoranti che ricevono appena un “soddisfacente” mentre un solo prodotto si ferma a “sufficiente”. Nessun deodorante viene completamente bocciato.
Le principali penalizzazioni non riguardano tanto la presenza di sostanze pericolose, quanto due aspetti fondamentali: le fragranze impiegate e le promesse pubblicitarie non adeguatamente dimostrate.

Il caso del muschio sintetico

Il prodotto che riceve il voto peggiore è Tesori d’Oriente Ikigai Aromatic Parfum Deodorant. Il motivo è la presenza di galaxolide, un muschio sintetico che tende ad accumularsi nel tessuto adiposo umano ed è stato rilevato perfino nel latte materno. Alcuni studi lo indicano come potenziale interferente endocrino e l’autorità sanitaria francese ne ha proposto la classificazione come sostanza probabilmente tossica per la riproduzione (categoria CMR 1B), una decisione che potrebbe aprire la strada a future restrizioni. Va però riconosciuto che il produttore si è già adeguato alle nuove regole europee sulle sostanze allergizzanti (in vigore dal prossimo 31 luglio), indicando la sostanza con il nome Hexamethylindanopyran nell’elenco degli ingredienti. L’obbligo entrerà pienamente in vigore solo al termine del periodo transitorio, ovvero dal 31 luglio 2028, e molti prodotti oggi ancora non riportano questa informazione.

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Allergeni, Peg e siliconi

Un altro prodotto criticato è Alviana 24h Protect Deospray, che contiene il profumo alcool cinnamilico (Cinnamyl Alcohol), una sostanza nota per il suo potenziale allergizzante.
Per Tesori d’Oriente e Nivea Fresh Natural il test segnala invece la presenza di Peg e derivati, utilizzati come emulsionanti. Pur essendo ingredienti ampiamente impiegati nella cosmetica, possono aumentare la permeabilità della pelle ad altre sostanze.
Nel Garnier Mineral Pure Freschezza viene invece contestato l’impiego di siliconi, ritenuti poco biodegradabili e quindi potenzialmente problematici per l’ambiente.

Le promesse di durata non sempre convincono

Molti deodoranti promettono una protezione di 24, 48 o persino 72 ore. Per verificarne la fondatezza di queste dichiarazioni, Öko-Test ha chiesto ai produttori gli studi scientifici utilizzati come prova. Le ricerche più affidabili prevedono l’intervento di valutatori addestrati (“sniffer”), che confrontano l’odore dell’ascella trattata con quello dell’ascella non trattata degli stessi volontari. Affinché la promessa sia considerata credibile, deve emergere una differenza statisticamente significativa.

La sorpresa è che sei produttori non hanno inviato alcuna documentazione. Tra questi compare anche Unilever, produttore del Dove Fresh & Care Fresh Rose, che promette addirittura 72 ore di protezione dagli odori, il valore più elevato tra tutti i prodotti esaminati. Altre tre aziende hanno inviato studi che, secondo i valutatori, non dimostravano un reale collegamento con il prodotto testato oppure non evidenziavano differenze statisticamente significative. Un altro produttore ha presentato un semplice test di gradimento tra consumatori, ritenuto insufficiente per dimostrare l’efficacia dichiarata.

Per questo motivo diversi deodoranti hanno perso fino a quattro livelli di giudizio. Anche affermazioni meno precise come “effetto a lunga durata”, “azione prolungata” o “fino a 24 ore” sono state considerate promesse che devono essere supportate da prove scientifiche.

Il deodorante Garnier “senza alluminio”…contiene alluminio

Un caso curioso riguarda Garnier Mineral Pure Freschezza. Le analisi di laboratorio hanno rilevato una quantità di alluminio superiore a quella riconducibile a semplici tracce. Il produttore non ha fornito spiegazioni, ma secondo Öko-Test la presenza potrebbe derivare dalla perlite, un minerale vulcanico naturalmente ricco anche di ossidi di alluminio, utilizzato nel deodorante come assorbente. L’etichetta riporta la dicitura “0% sali di alluminio”, formalmente corretta, ma secondo i ricercatori potenzialmente fuorviante, perché molti consumatori potrebbero interpretarla come “privo di alluminio”. Per questo il prodotto è stato penalizzato.

Tra le affermazioni più curiose compare quella del deodorante 8×4 Velvet Blossom, che promette un “Fresh Mind Effect”, sostenendo che le sue fragranze premium abbiano un effetto positivo sull’umore e sul pensiero creativo, scientificamente dimostrato. Anche in questo caso, però, il produttore non ha fornito gli studi richiesti dai ricercatori.

Il test conferma che oggi è possibile scegliere deodoranti senza sali di alluminio generalmente sicuri dal punto di vista degli ingredienti: non sono emersi problemi legati a formaldeide, dietilftalato o contaminazioni rilevanti. Più discutibili risultano invece alcune strategie di marketing. Le promesse di efficacia molto prolungata e gli slogan che richiamano presunti benefici scientificamente provati dovrebbero essere sempre accompagnati da studi solidi e facilmente verificabili. E molto spesso non lo sono.