
Le analisi del mensile tedesco Öko-Test su 22 shampoo per animali boccia quasi la metà dei prodotti per la presenza di conservanti problematici, allergeni, altre sostanze sospette ed etichette poco trasparenti
Conservanti problematici, allergeni inutili ed etichette poco trasparenti: è la fotografia degli shampoo per animali scattata dal mensile tedesco Öko-Test che ha portato in laboratorio 22 prodotti. I risultati evidenziano criticità diffuse che trasformano un semplice bagnetto al proprio cane in un problema per la sua salute e per l’ambiente. Quasi la metà degli shampoo riceve un giudizio insufficiente, dietro l’apparenza di prodotti delicati e “specifici per animali”.
Tra formaldeide, clorexidina e dietilftalato: uno shampoo tutt’altro che delicato
Uno dei principali problemi riguarda la composizione. Tra le sostanze segnalate nei prodotti peggiori figurano conservanti come la formaldeide, nota per il suo potere irritante e per la possibile cancerogenicità in caso di esposizione prolungata. Presenti anche isotiazolinoni, tra i principali responsabili di allergie cutanee, e clorexidina, un antibatterico che può sensibilizzare la pelle. Non mancano nemmeno composti come Ipbc, un biocida efficace ma classificato come altamente tossico per gli organismi acquatici, e sostanze come il dietilftalato, sotto osservazione per possibili effetti sul sistema endocrino.
Etichette incomplete e poco trasparenti
Un altro nodo critico riguarda la trasparenza: alcuni shampoo non riportano un elenco completo degli ingredienti né sulla confezione né online. Una mancanza grave, perché impedisce ai consumatori di valutare l’eventuale presenza di sostanze problematiche. In alcuni casi, le aziende non hanno fornito nemmeno su richiesta la documentazione completa dei prodotti, nonostante l’obbligo previsto dalla normativa sui detergenti.
Inoltre nonostante molte etichette riportino la dicitura “pH neutro”, i test mostrano spesso valori non coerenti con questa definizione. Gli esperti ricordano che la pelle del cane ha un pH diverso da quella umana (intorno a 7,5 contro il nostro 5,5) e che prodotti non adeguati possono alterarne l’equilibrio, favorendo secchezza, irritazioni e infezioni.
Oltre alla salute degli animali e dei proprietari, emerge anche un problema ambientale. Alcuni tensioattivi presenti negli shampoo non sono facilmente biodegradabili e possono accumularsi nei fanghi di depurazione, con effetti ancora non del tutto chiariti sugli ecosistemi.
Il test tedesco mostra dunque un settore ancora troppo disomogeneo, dove il marketing “pet friendly” non sempre corrisponde a una reale sicurezza delle formulazioni.
Come sono andati i prodotti venduti anche in Italia?
Alcuni dei prodotti analizzati sono venduti anche in Italia, oltre che online e nei pet shop anche nei supermercati. Ad esempio Beaphar, che nel test arriva quarto in classifica con un prodotto che ottiene un giudizio “buono”, segnalando solo la presenza di profumi allergizzanti come il citronello e il geraniolo; il secondo shampoo Beaphar viene invece bocciato per la presenza di tensioattivi, conservanti problematici e isotiazolinoni. Molto diffuso, soprattutto nella Gdo, da Carrefour a Coop, anche Vitakraft, marchio storico nel settore degli snack, ma anche nei prodotti per l’igiene. Nel test tedesco arriva ultimo in classifica, bocciato perché non presenta una lista completa degli ingredienti in etichetta. Per lo stesso motivo viene bocciato il prodotto di Karlie, altro brand tedesco diffuso anche in Italia. Scarso anche lo shampoo a marchio Trixie, uno dei principali brand di pet europei, tra i più citati nei marketplace tipo Zooplus/Amazon e molto diffuso anche in Italia.
Tra i marchi presenti nel nostro Paese, anche se meno diffusi, ci sono Anione e Kerbl, che vengono bocciati entrambi per la presenza di formaldeide. Il prodotto Anione contiene anche Dep mentre nel secondo marchio si trova il muschio sintetico. Infine, tra i prodotti bocciati per la scarsa trasparenza delle etichette ci sono i marchi Bogacare e Belfor che in Italia sono presenti, ma con una distribuzione bassa o a livello veterinario.








