
Un test svizzero su dodici ammorbidenti rivela che solo due funzionano davvero. Negli altri prevalgono profumi inutili, spesso allergenici e inquinanti. Dubbi anche sull’efficacia complessiva di questi prodotti nel rendere il bucato morbido
Promettono bucati “soffici”, “avvolgenti” e con una sensazione di fresco duraturo. Ma nella pratica la maggior parte degli ammorbidenti non mantiene le promesse. È quanto emerge da un test realizzato dalla rivista svizzera K-Tipp, che ha analizzato dodici prodotti disponibili sul mercato elvetico.
Il risultato è netto: solo due ammorbidenti – Coop Oecoplan e Migros Nature Clean, entrambi non presenti negli scaffali italiani – hanno ottenuto un buon giudizio sulla reale capacità di rendere i tessuti più morbidi. Per tutti gli altri, l’effetto è risultato minimo o addirittura nullo. In un caso, il prodotto “Ultra Magnolia & Lavanda” di Softlan non ha mostrato alcuna differenza rispetto a un lavaggio senza ammorbidente.
Se la morbidezza spesso manca, però, non mancano invece le fragranze. Il laboratorio incaricato dal K-Tipp ha rilevato in molti prodotti sostanze come linalolo e limonene, composti molto diffusi anche in cosmetici e detergenti. Servono a dare al bucato un odore gradevole – rispettivamente floreale e agrumato – ma non hanno alcun effetto sulla morbidezza, in compenso sono allergizzanti riconosciuti.
Il limonene è stato trovato in sette dei dodici ammorbidenti testati, mentre il linalolo era presente in undici.
Il caso Migros e Spar
Il prodotto con il maggior numero di sostanze allergeniche è risultato il “M-Budget Fresh” di Migros: nove composti diversi oltre la soglia di 10 mg/kg. Subito dopo l’ammorbidente di Spar, con otto sostanze.
Tra queste compare anche il Lilial, una fragranza dal profumo di mughetto. Secondo il database chimico statunitense PubChem, la sostanza è sospettata di ridurre la fertilità e di danneggiare il feto. Il Lilial è vietato nei cosmetici, ma può ancora essere utilizzato nei detersivi. In etichetta, tuttavia, non compare con questo nome ma come “Butylphenyl Methylpropional”, oppure con altre denominazioni tecniche.
Le fragranze non pongono solo un problema sanitario. Secondo uno studio dell’Agenzia federale tedesca per l’ambiente, gli impianti di depurazione non riescono sempre a eliminare completamente queste sostanze, che finiscono così nei corsi d’acqua. Tra i composti più diffusi anche l’alpha-isomethyl-ionone, rilevato in otto dei dodici prodotti testati.
C’è poi un effetto poco noto: gli ammorbidenti rendono i tessuti più idrorepellenti. Questo significa che i capi assorbono meno umidità e diventano meno traspiranti. Il sudore, di conseguenza, evapora con maggiore difficoltà.
Bucato morbido anche senza ammorbidente
Il test svizzero mette indirettamente in discussione l’utilità stessa di questi prodotti. La rigidità dei tessuti, infatti, è spesso dovuta a fattori come il calcare nell’acqua, residui di detersivo o fibre schiacciate durante il lavaggio.
Alcuni accorgimenti possono aiutare a mantenere il bucato morbido anche senza ricorrere agli ammorbidenti: evitare di sovraccaricare la lavatrice, dosare correttamente il detersivo, centrifugare a velocità elevate e preferire l’asciugatura all’aria aperta, meglio se in presenza di vento.









