
Allarme Salmonella in Europa: oltre 100 casi legati ai germogli di erba medica. Due morti in Finlandia. I semi arrivavano dall’India e sono stati distribuiti in diversi paesi europei passando dall’Italia. Ecdc ed Efsa avvertono: il rischio non è ancora concluso
Oltre cento persone sono state colpite da un focolaio di Salmonella Bovismorbificans che interessa undici paesi europei, compreso il Regno Unito. Secondo l’ultimo aggiornamento diffuso dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) e dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), il principale alimento sotto accusa sono i germogli di erba medica (alfalfa), anche se non si esclude il coinvolgimento di altri semi germogliati.
Tra gennaio e maggio sono stati confermati 109 casi in dieci paesi dell’Unione europea e nel Regno Unito. La Finlandia è il Paese più colpito con 35 infezioni, seguita dal Regno Unito (30) e dai Paesi Bassi (17). Diciotto persone sono state ricoverate e in Finlandia si sono registrati due decessi, entrambi riguardanti pazienti con gravi patologie preesistenti.
Le autorità sanitarie stanno inoltre indagando su una cinquantina di casi sospetti in altri quattro Stati membri.
La pista porta ai semi importati dall’India
Secondo un’allerta del Sistema di allerta rapida per alimenti e mangimi (RASFF), le fonti sospette erano semi di erba medica, semi di trifoglio, semi di broccoli e semi di ravanello provenienti dall’Italia. Le indagini epidemiologiche hanno individuato nei germogli di erba medica prodotti in Italia il principale veicolo dell’infezione. I test di laboratorio hanno rilevato lo stesso ceppo di Salmonella nelle acque utilizzate durante la produzione di germogli nei Paesi Bassi e nel Regno Unito.
La ricostruzione della filiera ha permesso di risalire a un fornitore comune di semi in India. Secondo gli investigatori, il batterio sarebbe entrato in Europa nell’ottobre 2025 attraverso due partite di semi di erba medica successivamente distribuite in diversi Paesi.
Tra le misure già adottate figurano il ritiro delle partite contaminate, il richiamo dei prodotti collegati, la sospensione delle produzioni coinvolte e la distruzione dei lotti sospetti.
Perché i germogli sono un alimento delicato
I germogli sono considerati alimenti a rischio microbiologico perché crescono in condizioni di calore e umidità, ideali anche per la proliferazione di batteri come Salmonella ed Escherichia coli. Se i semi sono contaminati all’origine, il processo di germinazione può favorire una forte moltiplicazione dei microrganismi, rendendo difficile eliminarli senza una cottura adeguata.
Per questo motivo Ecdc ed Efsa avvertono che potrebbero verificarsi nuovi casi finché la fonte della contaminazione non sarà completamente individuata e rimossa dalla filiera. Il problema è reso ancora più rilevante dal fatto che i germogli vengono spesso consumati crudi, come ingrediente di insalate, panini e piatti pronti.
Cosa devono fare i consumatori
Al momento non risultano richiami specifici destinati ai consumatori italiani, ma è opportuno prestare particolare attenzione ai germogli consumati crudi, soprattutto se appartenenti a categorie vulnerabili come bambini, anziani, donne in gravidanza e persone con difese immunitarie ridotte.
In presenza di sintomi quali diarrea, febbre, dolori addominali e vomito dopo il consumo di germogli, è consigliabile rivolgersi al medico.
Le autorità europee continuano a monitorare il focolaio, che al momento viene considerato ancora in evoluzione.









