Herbalife sotto accusa: “troppi metalli pesanti e batteri nei suoi prodotti”

Le accuse ad Herbalife, storica azienda di integratori alimentari, addirittura sponsor del Coni e di Cristiano Ronaldo, non sono nuove. Quella che arriva dall’India in questi giorni, però, è particolarmente pesante, innanzitutto perché proprio il Subcontinente è diventato il più grande mercato in crescita per Herbalife e si prevede che supererà gli Stati Uniti nei ricavi delle vendite nei prossimi anni.

Poi perché è un caso studio, pubblicato su giornali scientifici (tra questi PublMed) e realizzato da un pool di ricercatori del The Cochin Gastroenterology Group, Ernakulam Medical Centre indiano, sul decesso per insufficienza epatica acuta fatale di una giovane donna che aveva consumato tre prodotti dell’azienda per un periodo di 2 mesi. Il report presenta anche dati definiti “sconvolgenti” dalla stessa équipe di analisi chimica completa, tossicologia e studi di contaminazione microbica di prodotti Herbalife prelevati dal luogo di acquisto originale del paziente (un club nutrizionale di Kottakal in Kerala) e quelli acquistati online da diverse regioni dell’India. Dati sui quali, ovviamente, Herbalife non concorda definendo la ricerca “lacunosa”

IL CASO CLINICO

Una donna di 24 anni con ipotiroidismo senza altre malattie croniche, ha iniziato a consumare tre prodotti dimagranti acquistati in un club locale di nutrizione. Dopo 2 mesi, ha sviluppato progressiva perdita di appetito per una settimana, seguita da ittero. Dodici giorni dopo, l’ittero è peggiorato (bilirubina totale 28,6 mg / dL) spiegano i medici indiani, “e lei è stata portata alla nostra emergenza in encefalopatia epatica di grado 3”. Le lesioni al fegato erano talmente gravi da farla trasferire con urgenza a un centro trapianti, ma la ragazza è deceduta prima del trapianto.

I dottori, allora, hanno reperito un prodotto dallo stesso venditore da cui la paziente aveva inizialmente effettuato l’acquisto. Parallelamente hanno 8 prodotti su Internet sottoponendoli ad analisi di metalli pesanti, tossicologia e studi di contaminazione batterica.

“Abbiamo trovato alti livelli di metalli pesanti in tutte le formulazioni Herbalife e composti tossici non indicati, incluse tracce di agente psicotropico nel 75% dei campioni” spiegano i ricercatori. E aggiungono: “Nell’analisi microbica, l’analisi ha rivelato diverse comunità batteriche, tra cui specie altamente patogene”.

“Abbiamo rilevato patogeni batterici patogeni (Proteobacteria e Cyanobattería) con il potenziale di causare lesioni epatiche nel 63% dei casi campioni analizzati, compresi generi pericolosi come Escherichia, Klebsiella, Acinetobacter e Streptococcus. Questo livello di rilevamento microbico è inaccettabile negli integratori alimentari e preannuncia una minaccia per la salute pubblica che potrebbe portare a gravi danni agli organi con un uso ripetuto e a lungo termine” conclude l’équipe di ricerca.

LE CONTROANALISI DI HERBALIFE

Netta la replica di Herbalife che al Salvagente commenta: “Ogni giorno, milioni di consumatori in tutto il mondo utilizzano in tutta sicurezza prodotti Herbalife Nutrition e noi sosteniamo la qualità e la sicurezza dei nostri prodotti”.

Dall’azienda spiegano come “Tutti i nostri prodotti e le procedure di produzione sono conformi alle normative governative vigenti in ciascuno dei 94 mercati in cui i nostri prodotti sono venduti e nessuna epatotossina è stata mai riscontrata nei nostri prodotti”.

Quanto alla ricerca indiana, l’azienda fa sapere che “Oltre al nostro robusto programma di test di routine in India, abbiamo chiesto a un laboratorio indipendente e certificato dal governo di testare i prodotti menzionati nel recente articolo e i risultati confermano che i prodotti sono completamente sicuri e conformi a tutte le normative di sicurezza del governo indiano”.

Herbalife ci ha inviato i certificati emessi dal   dalla Federazione delle Indie Camera di Commercio e Industria (FICCI) Research and Analysis Centre (FRAC), centro di ricerca e analisi indipendente. Da questi risulta che tanto la qualità microbiologica dei 24 alimenti testati, che il contenuto di metalli pesanti è in linea con i livelli di sicurezza per il consumatore.