
Dalle bollicine al residuo fisso, passando per il calcio e i contaminanti: sfatiamo le dieci convinzioni più diffuse sull’acqua minerale per chi proprio non rinuncia a questi acquisti ma non digerisce tutto quello che promettono le pubblicità
Ecco 10 convinzioni molto diffuse (tra miti da sfatare e verità da confermare) sull’acqua minerale e di rubinetto, di cui nonostante i consumi record in Italia, continuiamo ad avere le idee poco chiare, anche grazie alle false convinzioni che ci istillano le pubblicità.
1. Le bollicine fanno male? Falso.
L’anidride carbonica presente nelle acque gassate è fondamentalmente una questione di gusto e non ha impatti negativi sulla salute. Al contrario, le acque effervescenti naturali (ricche di bicarbonati e solfati) possono favorire la digestione, stimolare la colecisti e aiutare a svuotare meglio lo stomaco. L’unico accorgimento è per chi soffre di gonfiore gastrico o aerofagia, a cui si consiglia di berla a piccoli sorsi.
2. L’acqua dura (ricca di calcio) fa venire i calcoli renali? Falso.
Si tratta di un pregiudizio molto radicato, ma sbagliato. L’acqua dura non produce calcoli renali, anzi studi epidemiologici dimostrano che è preventiva nei confronti della calcolosi da ossalati, che è la forma più frequente. I calcoli sono formati prevalentemente da ossalato di calcio, non dal carbonato di calcio (il calcare) presente nell’acqua. Inoltre, come spiegano gli esperti, “non siamo uno scaldabagno”: se il rene funziona correttamente, non si rischia nulla e anzi il calcio dell’acqua è prezioso per rafforzare le ossa.
3. L’acqua povera di sodio serve per abbassare la pressione e fa urinare di più. Falso.
È uno dei miti più cavalcati dal marketing. In un litro d’acqua i milligrammi di sodio sono talmente pochi da essere ininfluenti per la nostra salute. Pensate che in due litri di un’acqua “povera di sodio” assumiamo appena il 2% della dose giornaliera raccomandata, un apporto irrisorio rispetto a quello che ingeriamo mangiando una semplice fetta di prosciutto. Infine, l’idea che l’acqua iposodica faccia fare più pipì è una sciocchezza: aumenta la diuresi semplicemente perché stiamo ingerendo dei liquidi.
4. L’acqua in bottiglia è più pura e controllata di quella del rubinetto. Falso.
Non vi è alcuna base per affermarlo. Al contrario, per le acque potabili di rubinetto i limiti di legge sono più severi rispetto a quelli dell’acqua minerale su sostanze potenzialmente tossiche come alluminio, boro, manganese e vanadio. Mentre i controlli sull’acqua di rete sono giornalieri o settimanali, le etichette delle acque minerali vengono aggiornate ogni 5 anni e le aziende possono testarle con minore frequenza.
5. Meno residuo fisso c’è, meglio è. Falso.
Il residuo fisso indica la quantità di minerali e non è detto che un valore bassissimo sia l’ideale per tutti. Le acque “minimamente mineralizzate” (sotto i 50 mg/l) non sono adatte se si suda molto, come in estate o facendo sport, perché non reintegrano i sali persi dall’organismo. Un’acqua troppo leggera rischia di privarci di minerali utili, per cui per un adulto sano e per bambini in fase di sviluppo le acque oligominerali o medio-minerali sono spesso più indicate per l’apporto di calcio e magnesio.
6. Le sorgenti delle acque minerali sono intatte e prive di pesticidi. Falso.
Purtroppo, l’inquinamento ambientale non risparmia le fonti in quota. Un recente test del Salvagente ha rivelato che su 18 bottiglie di acqua minerale analizzate, ben 14 contenevano tracce di pesticidi (seppur entro i limiti di legge). I fitofarmaci si volatilizzano e viaggiano attraverso le piogge, arrivando a contaminare persino i ghiacciai e le sorgenti di montagna.
7. Bere acqua appena svegli o durante i pasti fa ingrassare o rallenta la digestione. Falso.
Bere un bicchiere d’acqua la mattina appena svegli non fa ingrassare, ma anzi aiuta a reidratare il corpo, riavviare l’intestino e smaltire le tossine e i metaboliti accumulati durante la notte. Durante i pasti, bere aiuta ad ammorbidire i cibi e assaporare meglio i piatti; l’unico rischio è che, superando i tre bicchieri, si possano diluire eccessivamente i succhi gastrici allungando i tempi di digestione.
8. L’acqua in bottiglia è immune da inquinanti moderni come microplastiche e PFAS. Falso.
Diversi test hanno purtroppo dimostrato la presenza di contaminanti emergenti anche nel mercato delle minerali. Le analisi hanno rinvenuto microplastiche nelle bottiglie (in media 7,6 frammenti per litro nei recipienti in Pet monouso e, a causa del tappo, persino nelle bottiglie in vetro). Inoltre, analisi recenti hanno rilevato la presenza di acido trifluoroacetico (Tfa), la molecola più piccola della famiglia dei PFAS, all’interno di noti marchi di acque minerali vendute in Italia e in Europa.
9. Un pH acido indica che l’acqua minerale è scadente o pericolosa. Falso.
Spesso il pH di un’acqua minerale può apparire acido (ad esempio intorno a 5.5) a causa dell’immissione di anidride carbonica, che forma acido carbonico. Questi valori non hanno alcun impatto negativo sulla salute. Generalmente l’acqua ha un pH neutro tra 6,5 e 7,5, ma variazioni in etichetta non costituiscono un pericolo per il nostro stomaco, che contiene già acidi ben più forti.
10. I bambini piccoli hanno bisogno di acque ricche di minerali. Falso.
Se in passato si credeva che per favorire lo sviluppo fosse meglio dare ai neonati acque riccamente mineralizzate, oggi i pediatri consigliano acque leggere (minimamente mineralizzate). Questo perché i latti in formula e l’alimentazione infantile sono già sufficientemente ricchi di nutrienti e un eccesso affaticherebbe i reni. L’aspetto davvero fondamentale per i bambini è invece scegliere un’acqua con bassissima concentrazione di nitrati (per legge sotto i 10 mg/l per l’infanzia), poiché livelli elevati possono causare metaemoglobinemia








