
Il Tribunale di Bolzano ha dichiarato vessatorie alcune delle penali applicate da Avis Budget ai propri clienti, obbligando la società a informarli del diritto al rimborso delle somme pagate negli ultimi dieci anni. Movimento Consumatori stima oltre 130 milioni di rimborsi per 2 milioni di persone
Una sentenza destinata a fare scuola nel settore dell’autonoleggio potrebbe aprire la strada a rimborsi milionari per i consumatori. Il Tribunale di Bolzano ha dichiarato vessatorie alcune delle principali penali applicate da Avis Budget ai propri clienti, obbligando la società a informarli del diritto alla restituzione delle somme pagate negli ultimi dieci anni. Secondo le stime di Movimento Consumatori, l’importo complessivo dei rimborsi potrebbe raggiungere i 130 milioni di euro, interessando circa 2 milioni di persone.
Ecco quali penali sono state dichiarate illegittime
Con la sentenza pubblicata l’8 luglio, il Tribunale di Bolzano ha accolto il ricorso promosso da Movimento Consumatori, assistito dagli avvocati Paolo Fiorio e Antonio Seminara, dichiarando vessatorie diverse clausole contrattuali utilizzate da Avis Budget.
Nel mirino sono finite:
- la penale per la gestione delle multe stradali, pari a 48,80 euro (ridotta a 31,72 euro dal marzo 2024);
- la penale di 54,70 euro per danni al veicolo, alle chiavi o agli accessori;
- la clausola relativa al guasto del contachilometri, che prevedeva l’addebito di una percorrenza forfettaria di 250 chilometri al giorno;
- la clausola che imponeva ai clienti di presentare eventuali contestazioni entro soli 10 giorni, anch’essa ritenuta vessatoria.
Secondo i giudici, gli importi richiesti erano sproporzionati rispetto ai costi effettivamente sostenuti dalla società.
La gestione delle multe costava poco più di un euro
Uno degli aspetti più significativi della sentenza riguarda proprio le penali per le infrazioni al Codice della strada. Durante il processo è infatti emerso che il costo medio sostenuto da Avis Budget per gestire una multa era di appena 1,48 euro, dato già accertato anche dal Tar del Lazio. Nonostante ciò, ai clienti venivano addebitati importi superiori ai 30 o addirittura ai 48 euro per ogni verbale notificato. Per il Tribunale questa differenza rende la penale manifestamente eccessiva e quindi vessatoria ai sensi della normativa a tutela dei consumatori.
Avis dovrà avvisare i clienti, stimati rimborsi per 130 milioni di euro
La decisione non si limita a dichiarare illegittime le clausole. Il Tribunale ha infatti ordinato ad Avis Budget di contattare tutti i clienti che, a partire da novembre 2013, hanno pagato una delle penali contestate, informandoli del loro diritto a ottenere il rimborso delle somme versate. La comunicazione dovrà essere inviata tramite PEC, e-mail o raccomandata. Inoltre la società dovrà pubblicare integralmente la sentenza sul proprio sito internet e sui quotidiani Il Sole 24 Ore e Corriere della Sera.
Le cifre in gioco sono tutt’altro che marginali. Nel corso del giudizio, Avis Budget ha dichiarato di aver ricevuto nel solo 2022 oltre 270mila notifiche di sanzioni stradali, un dato ancora influenzato dalla riduzione della mobilità dovuta alla pandemia.
Sulla base di queste informazioni, Movimento Consumatori stima che negli ultimi dieci anni siano state applicate mediamente 2,7 milioni di penali ogni anno, coinvolgendo almeno 2 milioni di consumatori. Secondo l’associazione, le somme incassate e potenzialmente da restituire ammonterebbero a circa 13 milioni di euro all’anno, per un totale vicino ai 130 milioni di euro nell’ultimo decennio.
Se i rimborsi non arriveranno scatterà la class action
“La sentenza conferma l’illegittimità di una pratica diffusa nel settore dell’autonoleggio: applicare penali vessatorie, camuffate da costi accessori, che impediscono ai clienti di valutare correttamente il contratto”, afferma Paolo Fiorio, coordinatore del Servizio legale di Movimento Consumatori.
L’associazione auspica che Avis Budget proceda spontaneamente alla restituzione delle somme dovute. In caso contrario è pronta ad avviare una class action per ottenere il rimborso di quanto pagato dai clienti nel corso degli anni.
Cosa devono fare i consumatori
Chi negli ultimi dieci anni ha noleggiato un’auto con Avis Budget e ha pagato una delle penali dichiarate vessatorie dovrà attendere la comunicazione che la società è stata condannata a inviare. In alternativa, è possibile rivolgersi a Movimento Consumatori per manifestare il proprio interesse a partecipare all’eventuale azione collettiva qualora i rimborsi non vengano riconosciuti spontaneamente.
La vicenda rappresenta un precedente importante per l’intero settore del rent-a-car, dove le cosiddette “spese amministrative” applicate in occasione di multe o danni ai veicoli sono da tempo al centro delle contestazioni delle associazioni dei consumatori. La sentenza del Tribunale di Bolzano potrebbe ora indurre altri operatori a rivedere clausole e penali che, se sproporzionate rispetto ai costi effettivamente sostenuti, rischiano di essere considerate vessatorie.









