Non solo nicotina: sotto accusa gli aromi “ice” delle sigarette elettroniche

SIGARETTE ELETTRONICHE E CIG

Mentolo e agenti rinfrescanti sintetici rendono lo svapo più gradevole, ma potrebbero non essere innocui. Uno studio rilancia i dubbi su sostanze sempre più diffuse nelle e-cig aromatizzate, anche senza gusto di menta

Per anni il dibattito sulle sigarette elettroniche si è concentrato quasi esclusivamente sulla nicotina: quanta ne contengono, quanto crea dipendenza, quali effetti ha sui polmoni. Ma c’è un altro ingrediente che sta attirando sempre più l’attenzione degli scienziati: gli aromi.

In particolare quelli che regalano la caratteristica sensazione di freschezza delle sigarette elettroniche “ice”, oggi presenti non solo nei liquidi alla menta ma anche in quelli alla frutta, alle bibite e alle caramelle. Un effetto che piace ai consumatori perché rende lo svapo meno irritante, ma che potrebbe avere un prezzo.

A fare il punto sulle ricerche disponibili è Keith Rochfort, docente della School of Biotechnology del Life Sciences Institute della Dublin City University, in un’analisi pubblicata su The Conversation. “Con l’accumularsi delle prove scientifiche – scrive Rochfort – i ricercatori si stanno chiedendo sempre più spesso se alcuni ingredienti usati per aromatizzare le sigarette elettroniche possano avere effetti sulla salute indipendentemente dalla nicotina”.

Il freddo che il cervello “immagina”

La sensazione di ghiaccio non deriva da un vapore più freddo. È un’illusione creata da sostanze come il mentolo o da agenti rinfrescanti sintetici, tra cui WS-3 e WS-23, che attivano un recettore presente nel nostro organismo chiamato TRPM8, responsabile della percezione del freddo.

In pratica il cervello riceve il segnale di una temperatura più bassa, anche se il vapore inalato non cambia. Il risultato è uno svapo percepito come più morbido, che può favorire tiri più profondi e un utilizzo più frequente della sigaretta elettronica.

sponsor

I segnali che arrivano dagli studi

Fin qui si potrebbe pensare a un semplice effetto sensoriale. Ma la questione è più complessa.

I recettori coinvolti nella percezione del freddo, infatti, non sono presenti soltanto nelle terminazioni nervose della bocca e delle vie respiratorie, ma anche in altri tessuti dell’organismo.

Uno studio sperimentale condotto sui topi ha osservato che l’esposizione agli aerosol contenenti mentolo è associata a un aumento della frequenza cardiaca, della pressione arteriosa e della comparsa di extrasistoli ventricolari, alterazioni del ritmo cardiaco generalmente benigne ma considerate un possibile indicatore di stress per il sistema elettrico del cuore.

I ricercatori hanno inoltre registrato un incremento dell’adrenalina e, aspetto ancora più interessante, alcune modificazioni della regolazione del ritmo cardiaco erano ancora rilevabili settimane dopo la fine dell’esposizione.

Si tratta di risultati ottenuti su animali e che quindi non possono essere automaticamente trasferiti all’uomo. Tuttavia rappresentano un segnale che merita attenzione.

Non solo il cuore

Le preoccupazioni riguardano anche i vasi sanguigni.

Diversi studi di laboratorio indicano infatti che alcune sostanze utilizzate per aromatizzare le sigarette elettroniche possono danneggiare le cellule endoteliali, quelle che rivestono l’interno delle arterie e delle vene e che regolano la circolazione, i processi infiammatori e la coagulazione del sangue.

Quando queste cellule vengono alterate aumentano l’infiammazione e lo stress cellulare, due condizioni considerate tra i primi segnali dello sviluppo di malattie cardiovascolari.

L’aspetto forse più significativo è che alcuni di questi effetti sono stati osservati anche in assenza di nicotina. Un’indicazione che rafforza l’ipotesi che siano proprio alcuni aromi, e non soltanto la nicotina, a contribuire ai possibili danni.

Ingredienti sempre nuovi, controlli ancora limitati

Nel frattempo il mercato continua a introdurre nuove formulazioni. Sempre più produttori utilizzano agenti rinfrescanti sintetici che permettono di ottenere l’effetto “ice” senza il sapore di menta, rendendo ghiacciati aromi al mango, ai frutti di bosco, alla cola o alle caramelle.

Il problema è che questi composti arrivano spesso sugli scaffali prima che siano disponibili studi indipendenti sufficienti a valutarne la sicurezza nel lungo periodo.

Come ricorda Rochfort, c’è poi un equivoco da evitare: una sostanza sicura da mangiare non è necessariamente sicura da inalare. Attraverso i polmoni le sostanze raggiungono infatti il circolo sanguigno molto più rapidamente rispetto a quanto avviene con l’apparato digerente.

Il principio di precauzione

Ad oggi non esistono prove che gli aromi rinfrescanti causino direttamente malattie cardiovascolari nell’uomo. Per arrivare a questa conclusione serviranno studi clinici e osservazionali di ampie dimensioni.

Le ricerche disponibili, però, stanno mettendo in discussione un’idea che per anni è stata data quasi per scontata: quella che gli aromi fossero semplici ingredienti “di contorno”, utili soltanto a rendere più piacevole lo svapo.

Se davvero queste sostanze hanno un’attività biologica, come suggeriscono le evidenze raccolte finora, sarà necessario valutarle con la stessa attenzione riservata alla nicotina. Anche perché sono proprio gli aromi più dolci e quelli con effetto ghiacciato a contribuire al successo delle sigarette elettroniche, soprattutto tra i consumatori più giovani.