Leggermente frizzate, il test tedesco trova Pfas oltre i nuovi limiti per le acque

acqua, pfas

La rivista tedesca Öko-Test ha testato 56 marche di acqua minerale leggermente frizzante. Se i giudizi complessivi sono quasi tutti positivi, il dato sul Pfas Tfa desta attenzione in alcune prodotti, così come la presenza di arsenico in un caso

La rivista tedesca Öko-Test ha testato 56 marche di acqua minerale leggermente frizzante. Se i giudizi complessivi sono quasi tutti positivi, il dato sul Pfas Tfa desta attenzione in alcune prodotti, così come la presenza di arsenico in un caso. Le critiche principali riguardano bottiglie in Pet con troppo poco materiale riciclato e promesse pubblicitarie sulla “purezza originaria” ritenute fuorvianti.

Arsenico in un’acqua

Solo un’acqua (“Bad Harzburger Medium”) presenta un problema: tracce di arsenico, sostanza che secondo l’Efsa può causare danni a pelle, polmoni e vie urinarie/nervose anche a basse dosi in forma inorganica. Il quantitativo rilevato non supera i limiti della normativa tedesca su acque minerali, ma per questo motivo il prodotto riceve un doppio voto negativo, risultando “insufficiente” nel giudizio complessivo.

Contaminazioni indesiderate e Tfa

Sul fronte “purezza originaria”, attributo di marketing tipico delle acque minerali tedesche, la sostanza perfluoroalchilica Tfa è stato rilevato in quasi due terzi dei prodotti testati, per lo più solo in tracce. In sei acque, però, il livello di Tfa è classificato come “elevato”: qui è importante una precisazione metodologica. Non esiste ancora, né in Germania né nell’Ue, un limite specifico per il Tfa nell’acqua per uso umano. Öko-Test ha quindi scelto, seguendo un principio di precauzione, di confrontare il Tfa misurato con il limite Ue generale sulla somma totale dei Pfas di 0,10 µg/L nell’acqua per uso umano (in vigore dal gennaio 2026), non con l’eventuale futuro limite dedicato specificamente al Tfa, che riguarderà l’obbligo di monitoraggio a partire dal gennaio 2027 (10 µg/L)  e sarà comunque un valore molto più alto (di ordini di grandezza) rispetto a quello sulla somma Pfas.

I rischi connessi al Tfa

Il Tfa può derivare da refrigeranti o come prodotto di degradazione di pesticidi, infiltrandosi nelle falde acquifere. Diverse autorità tedesche hanno presentato all’Echa un dossier per classificarlo come sostanza persistente, tossica per la riproduzione e molto mobile nell’ambiente; il comitato di valutazione dei rischi (Rac) dell’Echa ha condiviso questa valutazione, proponendo la classificazione come probabile tossico per la riproduzione (categoria 1B).

I precedenti sul Tfa in Italia e in Europa

Il caso non è isolato. Già a ottobre 2025 Greenpeace Italia aveva rilevato tracce di Tfa in sei acque minerali su otto testate (Levissima, Panna, Rocchetta, San Pellegrino, Sant’Anna e Uliveto), con il valore più alto misurato in Acqua Panna (700 ng/l); solo Ferrarelle e San Benedetto erano risultate sotto il limite di rilevabilità. Mineracqua, in una nota di replica, aveva sottolineato come tali concentrazioni restassero comunque nettamente inferiori di circa quindici volte rispetto al limite di 10 µg/l fissato per le acque potabili con applicazione dal 2027, pur riconoscendo l’assenza totale di una soglia dedicata alle acque minerali e di un metodo di analisi armonizzato a livello europeo. Pochi mesi dopo, a febbraio 2026, anche il magazine francese Que Choisir aveva confermato la diffusione capillare della sostanza: su 32 acque in bottiglia analizzate, il Tfa era stato quantificato in 21 campioni, con 17 sopra i 100 ng/l e un picco di 650 ng/l nell’acqua minerale Thonon. Il quadro conferma quanto già emerso nel test tedesco di Öko-Test: il Tfa si rivela un contaminante ormai pervasivo nelle acque minerali europee, in un vuoto normativo che vede istituzioni e associazioni di categoria orientarsi, in assenza di un limite dedicato, su parametri di riferimento diversi tra loro  e con esiti di valutazione talvolta molto distanti.

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Prodotti di degradazione di pesticidi e dolcificanti

Tornando al test tedesco sulla acque minerali, 8 prodotti sono stati trovati livelli “elevati” di metaboliti di pesticidi (residui della degradazione di prodotti fitosanitari), valutati sulla base del valore guida tedesco per i pesticidi nelle acque minerali naturali (0,05 µg/l). In 3 prodotti sono stati rilevati anche dolcificanti, considerati critici per la “purezza originaria” perché di origine antropica, al pari dei metaboliti di pesticidi.

Almeno 65% di plastica riciclata

Per le acque a marchio proprio di supermercati/discount in bottiglie Pet a perdere, la rivista richiede un minimo del 65% di plastica riciclata (rPet), coerente con il sistema di cauzione/riciclo tedesco. Solo 8 prodotti su 56 raggiungono questa soglia; 5 ne contengono meno; gli altri non forniscono prove sufficienti.