
Uno studio curato da ricercatori provenienti da 27 istituti europei punta ii dito contro il pacchetto Omnibus in approvazione dall’Ue. Secondo gli scienziati, indebolirebbero la protezione della salute umana e dell’ambiente dai pesticidi nocivi, rallentando al contempo la transizione verso alternative più sicure
Uno studio curato da ricercatori provenienti da 27 istituti europei punta il dito contro il pacchetto Omnibus in approvazione dall’Ue. Secondo gli scienziati, indebolirebbe la protezione della salute umana e dell’ambiente dai pesticidi nocivi, rallentando al contempo la transizione verso alternative più sicure.
La nuova analisi scientifica pubblicata su Science si aggiunge alle tante preoccupazioni sulla proposta della Commissione europea denominata Food and Feed Safety Omnibus, a pochi giorni dal voto chiave degli Stati membri previsto per il 26 giugno.
La proposta della Commissione europea
A dicembre 2025 la Commissione europea ha proposto un pacchetto di semplificazione normativa (Omnibus) che modifica il regolamento Ue sui pesticidi (Reg. 1107/2009). L’obiettivo dichiarato è ridurre i tempi e i costi burocratici per l’approvazione delle sostanze attive. Secondo gli autori dell’articolo, tuttavia, il pacchetto aggraverebbe i problemi già esistenti invece di risolverli.
I problemi attuali
Il sistema europeo di valutazione del rischio dei pesticidi presenta già lacune significative: molte specie non target (anfibi, rettili, funghi, pipistrelli) non vengono valutate, gli effetti cumulativi di più pesticidi usati in combinazione non sono considerati, e molti studi hanno una potenza statistica insufficiente.
Cosa prevede l’Omnibus e perché preoccupa
La misura più critica è l’eliminazione dei rinnovi periodici obbligatori delle approvazioni, sostituiti da approvazioni a tempo indeterminato. Storicamente, i rinnovi hanno portato al ritiro di 59 sostanze pericolose dal mercato dal 2011 a oggi. Senza di essi, secondo gli autori dello studio, il meccanismo principale di eliminazione dei pesticidi nocivi verrebbe meno.
Anche i meccanismi sostitutivi previsti (rivalutazioni mirate e revisioni ad hoc) lascerebbero ampi margini discrezionali, con il rischio che considerazioni politiche ed economiche influenzino le decisioni.
Altre misure problematiche riguardano l’indebolimento del ruolo della ricerca scientifica indipendente, l’allargamento dei periodi di grazia per sostanze non rinnovate e la riduzione dei requisiti per i prodotti a “basso rischio“.
Le proposte alternative
Gli autori non sono contrari alla semplificazione in sé, ma indicano un percorso diverso: assumere personale aggiuntivo all’Efsa per smaltire l’arretrato (50 persone e 15 milioni di euro l’anno), rafforzare i test pre-approvazione, rendere pubblici gli studi dei produttori, istituire un monitoraggio sistematico dei pesticidi nell’ambiente e creare meccanismi di retroazione tra i dati raccolti sul campo e le valutazioni regolatorie.
I rischi per salute e ambiente
Secondo gli autori dello studio, l’Omnibus ridurrebbe il carico burocratico nel breve periodo, ma a scapito della salute umana e ambientale, e in contraddizione con gli obiettivi europei di ripristino degli ecosistemi. Una riforma efficace dovrebbe puntare a valutazioni più robuste e trasparenti, non a ridurre la frequenza dei controlli.
Gli esperti chiedono una serie di misure urgenti, tra cui la trasparenza degli studi regolatori e l’accesso ai dati sull’uso dei pesticidi, un migliore monitoraggio dell’uso, dei residui e degli impatti dei pesticidi e una maggiore integrazione della scienza indipendente nelle valutazioni regolatorie.
L’appello di Pan Europe
Come scrive Pesticide Action Network Europe, che riporta la notizia, gli esperti sottolineano che fornire risorse aggiuntive all’Efsa per ridurre l’arretrato nelle procedure di autorizzazione sarebbe “un investimento modesto rispetto alle centinaia di milioni che l’industria chimica spende per portare sul mercato una singola sostanza attiva, e rispetto ai costi sanitari e ambientali causati da sostanze che producono danni inaccettabili non rilevati”.
Salomé Roynel, responsabile politica di Pan Europe, dichiara: “Le istituzioni Ue dovrebbero impegnarsi a proteggere la salute, l’acqua e l’ambiente, non a indebolire le norme. Ci sono molti pesticidi molto problematici in attesa di essere vietati, sulla base di una mole di prove scientifiche, eppure non accade nulla”.
“Il messaggio degli scienziati non potrebbe essere più chiaro: la proposta Omnibus spinge l’Ue nella direzione sbagliata”, afferma Angeliki Lysimachou, responsabile scienza e politica di Pan Europe. “Gli Stati membri devono ascoltare la scienza e respingere qualsiasi arretramento rispetto agli elevati standard di protezione sanciti dalla normativa Ue sui pesticidi quando voteranno sulla proposta Omnibus il 26 giugno”.









