Kellogg’s contaminati da glifosato, le analisi di Öko-Test sui cornflakes

CORNFLAKES

Comunemente intesi come opzione sana per la colazione di grandi e piccini, la maggior parte dei cornflakes non hanno superato la prova di Öko-Test: tra acrilammide, zuccheri, pesticidi, oli minerali e sali solo 15 cornflakes su 50 (tra convenzionale e biologici) hanno ottenuto il massimo del punteggio. Tra questi ci sono quelli a marchio Crownfield venduti nei discount Lidl.

Per incontrare i primi cornflakes tra i leader di mercato, Kellogg’s, dobbiamo scorrere la classifica fino ad arrivare tra quelli classificati con il punteggio di “buono”: questi, infatti, non hanno convinto sia per la presenza di pesticidi, seppur in tracce, che di un elevato valor di acrilammide, una sostanza che si forma naturalmente in alimenti ricchi di amidi e asparagina durante la cottura oltre i 120° considerata cancerogena per la quale l’Unione europea non ha fissato un limite di legge vero e proprio.

Fanno molto peggio i cornflakes Special K sempre di Kellogg’s che ottengono una sonora bocciatura sia per la presenza di glifosato, l’erbicida controverso di cui si attende tra un anno il rinnovo da parte dell’Unione europea, che per quella di altri pesticidi e acrilammide. Nella parte basse della classifica altri due marchi noti ai consumatori italiani: Fitness di Nestlé nei quali i nostri colleghi tedeschi hanno evidenziato anche la presenza degli oli minerali, e Dr. Schär.

Tra i 28 cornflakes biologici si contano tre bocciature essenzialmente per la presenza di deossinivalenolo (DON) e T-2 / HT-2.

 

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