Glifosato, Bayer verserà 2 miliardi di dollari per “chiudere” una nuova class action

GLIFOSATO CLASS ACTION

Dopo il maxi risarcimento di 10 miliardi stanziato nel giugno 2020 per “chiudere” circa 95mila cause, ieri Bayer, che ha acquisito Monsanto e il suo erbicida Roundup a base di glifosato, ha comunicato di aver accantonato 2 miliardi per far fronte alle prossime richieste di indennizzo da parte dei proponenti di una nuova class action intentata di fronte alla Corte distrettuale settentrionale della California presieduta da Vince Chhabria che già in passato si era espresso a favore degli agricoltori che denunciavano di essersi ammalati di cancro perché non avvertiti della cancerogeneicità del glifosato. 

Nei giorni scorsi erano stati – e per la prima volta – gli stessi azionisti di Bayer a chiedere al Cda Bayer un risarcimento dei danni perché, a loro parere, è stato sottovalutato il rischio di contenzioso legato all’acquisto della multinazionale Usa dei pesticidi.

In un comunicato stampa diffuso ieri da parte del colosso dell’agrofarma con sede a Leverkusen si spiega: “Bayer ha annunciato oggi un accordo formale con il rappresentate della azione di classe progettato per gestire e risolvere futuri casi Roundup”. In buona sostanza, si legge negli allegati, i membri della classe avrebbero diritto a un risarcimento tra 10.000 e 200.000 dollari. Secondo l’accordo, la distribuzione del fondo di liquidazione si articolerebbe come segue:

  • Fondo di compensazione – Almeno 1,325 miliardi di dollari;
  • Programma di sovvenzione per l’accessibilità diagnostica: 210 milioni di dollari;
  • Programma di finanziamento della ricerca: 40 milioni di dollari;
  • Costi di amministrazione della transazione, costi del comitato scientifico consultivo, costi di notifica della classe di transazione, tasse, e Commissioni e spese dell’agente di deposito a garanzia, fino a 55 milioni di dollari.

Inoltre Bayer si è impegnata ad aumentare la trasparenza sugli effetti del glifosato in etichetta negli Usa: “Coerentemente con le recenti azioni intraprese da Bayer per fornire maggiore trasparenza e accesso agli studi sul glifosato, la società richiederà anche il permesso dell’Agenzia per la protezione ambientale (Epa) per aggiungere un collegamento di riferimento sulle etichette dei suoi prodotti a base di glifosato che forniranno accesso a studi scientifici e informazioni che l’azienda è autorizzata a divulgare o che sono di dominio pubblico”.