Processo pesticidi in Alto Adige: il voltafaccia della provincia di Bolzano

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Voltafaccia dell’assessore all’agricoltura dell’Alto Adige Arnold Schuler. Circa due settimane fa, all’inizio del procedimento giudiziario contro Karl Bär, referente per le politiche agricole e commerciali dell’Umweltinstitut, l’assessore Schuler aveva dichiarato alla stampa e per mezzo dei suoi difensori in tribunale l’intenzione di ritirare le accuse contro l’Umweltinstitut, contro l’autore Alexander Schiebel e contro l’editore Jacob Radloff; secondo quanto promesso, anche oltre 1.300 contadini che avevano presentato a loro volta querela avrebbero ritirato ogni accusa. “Parola d’onore di Tirolese”, aveva aggiunto Schuler.

“Volevano che smettessimo di criticare l’uso dei pesticidi”

Eppure, secondo quanto racconta un comunicato dell’Umweltinstitut München (istituto per l’ambiente di Monaco), nei successivi colloqui di carattere legale, gli avvocati di Schuler hanno stabilito le condizioni per il ritiro delle querele “limitando ancora una volta il diritto alla libertà di espressione degli imputati”. Per l’Umweltinstitut, Alexander Schiebel e la casa editrice oekom è “fuori discussione la possibilità di tacere all’opinione pubblica informazioni sulla reale entità dei pesticidi impiegati in Alto Adige/Südtirol, così come smettere di sollevare voci critiche nei confronti del processo”.
“L’assessore provinciale Schuler ha tentato di obbligarci a nascondere all’opinione pubblica i dati sul reale utilizzo dei pesticidi in Alto Adige/Südtirol. Questo dimostra quanto l’assessore e la lobby della mela altoatesina temano che la verità sull’uso dei pesticidi nelle piantagioni di frutta dell’Alto Adige/Südtirol venga a galla. È chiaro – afferma Karl Bär, referente per le politiche agricole e commerciali dell’Umweltinstitut – che non acconsentiremo a tale richiesta. Ancora una volta possiamo riscontrare che, fin dall’inizio, questo processo non è stato altro che un tentativo di intimidazione nei confronti di chi critica l’uso dei pesticidi in Alto Adige/Südtirol. Questa tattica non funziona. Non riusciranno a metterci una museruola”.
“Arnold Schuler ha mentito pubblicamente riguardo al ritiro delle querele a nostro carico. Nel mio caso – dichiara l’autore austriaco Alexander Schiebel – le dichiarazioni pubbliche dell’assessore si basano su calunnie sistematicamente reiterate. Non ho mai detto né tantomeno scritto che i coltivatori di mele in Alto Adige/Südtirol fossero degli “assassini” o l’analoga espressione colpevoli di “omicidio premeditato”. Ora questo processo sarà il nostro strumento per evidenziare con maggiore efficacia i pericoli legati all’elevato uso dei pesticidi sul territorio provinciale. Lotteremo per il nostro diritto alla libertà di espressione e, se necessario, ci rivolgeremo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo”.

L’avvocato: rinuncino alla riservatezza delle conversazioni

Per Nicola Canestrini, avvocato difensore: “Le comunicazioni tra legali sono confidenziali, pertanto ci siamo sempre premurati di non rivelare alcun dettaglio in merito alle comunicazioni intercorse. Se però la controparte sostiene pubblicamente che le trattative sono fallite a causa delle dichiarazioni dei miei clienti apparse sui social media, siamo di fronte a una falsità. Chiediamo quindi agli avvocati del signor Schuler di rinunciare alla riservatezza dei messaggi intercorsi tra le due parti, così che ognuno possa constatare quale sia la vera ragione per cui Schuler e i co-querelanti continuano a farci causa”.