In Alto Adige se dici che ci sono troppi pesticidi rischi un processo

“La libertà di espressione è sotto attacco”. Così Fabian Holzheid Responsabile politico e addetto stampa dell’Istituto per l’Ambiente di Monaco di Baviera (Umweltinstitut München), definisce il caso che vede la Procura della Repubblica di Bolzano chiedere un processo per diffamazione nei confronti di Karl Bär, referente per l’agricoltura dell’Umweltinstitut München, e lo scrittore austriaco Alexander Schiebel (autore del libro „Das Wunder von Mals“ – “Il miracolo di Malles“). Secondo  Holzheid, la procura vuole che “vengano processati per aver criticato pubblicamente l’uso massiccio di pesticidi in Alto Adige/Südtirol”. Eppure, in coltivazioni come i meleti, molto presenti in quella zona, i pesticidi vengono utilizzati eccome, e l’inchiesta di copertina del Salvagente del gennaio 2019 ne dava ampiamente atto.

La querela dell’assessore all’agricoltura

I due sono stati infatti querelati dall’assessore all’agricoltura della Provincia Autonoma di Bolzano Arnold Schuler per diffamazione ai danni dell’agricoltura altoatesina; successivamente, oltre un migliaio di agricoltori che utilizzano pesticidi hanno sporto identica querela. Anche i i componenti del direttivo dell’Umweltinstitut München e Jacob Radloff, editore di Alexander Schiebel e amministratore delegato della oekom verlag, sono stati denunciati per concorso in diffamazione.

La conferenza stampa

Il procedimento penale contro Karl Bär inizierà il 15 settembre 2020 a Bolzano, data in cui i querelati hanno fissato una conferenza stampa in cui spiegheranno “perché le accuse sono infondate e costituiscono, in realtà, un attacco alla libertà di espressione. Dimostreremo perché le critiche all’utilizzo di grandi quantità di pesticidi in Alto Adige/Südtirol sono giustificate e in quale contesto europeo debba essere considerata la querela contro un ambientalista e uno scrittore”.