Pesticidi e cancro: oltre il glifosato, la black list dei 15 ancora autorizzati

PESTICIDI SALUTE

La Ong Pan-Europe ha stilato la lista delle molecole consentite dalla Ue e classificate come “sospette cancerogene” per l’uomo

Spesso vengono rilevati nei nostri laboratori durante le analisi per i test comparativi, come il folpet e il captan. Sono tante le molecole di fitofarmaci considerati sospetti cancerogeni per l’uomo e per questo inseriti nella categoria 2  come “probabili” o “possibili” agenti capaci di sviluppare nell’organismo tumori.

Tra questi c’è il famigerato glifosato che secondo i dati del Global Glyphosate Study coordinato dal Ramazzini di Bologna sotto la direzione scientifica di Daniele Mandrioli, nei ratti è stato osservato un’insorgenza giovanile e una mortalità precoce per diversi tumori maligni rari, tra cui al fegato, alle ovaie e al sistema nervoso.

Secondo la Ong Pan-Europe, associazione che si batte in Europa per il superamento della chimica nei campi e nei piatti, oltre al glifosato ci sono 15 pesticidi autorizzati dalla Commissione Ue e sospettati di essere cancerogeni per l’uomo e per i quali l’organizzazione ne chiede il divieto. Ecco l’elenco:

Aclonifen (due criteri di persistenza, bioaccumulo e tossicità (PBT)

Amisulbrom

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Bupirimato

Captan

Clorotoluron (proprietà di interferenza endocrina, due criteri PBT)

Folpet

Forclorfenuron

Imazalil (noto anche come enilconazolo)

Kresoxim-metile

Lenacil (due criteri PBT)

Metazaclor

Pirimicarb (due criteri PBT)

Propizamide (due criteri PBT)

Proquinazide

Quizalofop-P-tefuril

Sostanza PBT indica che è Persistente, bioccumulabile e tossica. “La Ue – si legge in una nota di Pan-Europe – permette ancora l’uso di sostanze come il captano, un fungicida sospettato di causare il cancro e di danneggiare la fertilità, i cui prodotti di degradazione nell’acqua potabile (metaboliti) possono mantenere proprietà tossiche simili. Un’altra sostanza presente sul mercato è il folpet, un fungicida ampiamente utilizzato e collegato sia al cancro che al morbo di Parkinson“.

L’imazalil è un fungicida impiegato nella fase di post-raccolta per proteggere i frutti dallo sviluppo di muffe e dal deterioramento durante il trasporto e la conservazione. Molto usato negli agrumi (il cui trattamento è segnalato in etichetta con l’avvertenza “Buccia non edibile”), alcuni studi  ne associano l’esposizione cronica a un aumento del rischio di tumori, in particolare al fegato negli animali da laboratorio o al seno.