Glifosato, Bayer patteggia e mette fine a 95mila cause legali

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“E’ come estinguere solo parte dell’incendio di una casa”, afferma Fletch Trammell, avvocato di uno studio legale che rappresenta 5.000 persone che non hanno aderito al patteggiamento. L’intesa rappresenta una buona notizia per Bayer: rimuove parte dell’incertezza e le spese legali sostenute per i singoli processo, limita i danni di reputazione e rassicura gli investitori. Il susseguirsi dei processi negli ultimi anno ha infatti causato non pochi problemi a livello societario per Bayer, costretta a difendere ripetutamente l’acquisizione di Monsanto.

Al patteggiamento si è arrivato dopo lunghe trattative e, secondo gli osservatori, il rush finale è stato agevolato dal coronavirus che ha fatto saltare, senza possibilità di riprogrammarli, molti degli appuntamenti in tribunale. Una quota degli 1,25 miliardi accantonati per eventuali nuove azioni legali sarò destinata alla creazione di un comitato di esperti indipendente chiamato a rispondere a due domande cruciali, ovvero se il glifosato causa il cancro e, se sì, quale è il dosaggio minimo o il livello di esposizione ritenuti pericolosi.