“Voucher obbligatori”, nel Cura Italia il comma che cancella i rimborsi per i viaggi

“L’emissione dei voucher previsti dal presente articolo assolve i correlativi obblighi di rimborso e non richiede alcuna forma di accettazione da parte del destinatario”. La coda del diavolo per i consumatori è nascosta nell’ultimo comma dell’articolo 88 del testo di conversione in legge del Cura Italia approvato al Senato. Se in queste ore la Camera approverà il testo senza modifiche, verrà introdotta quella che è un grande peggioramento per i diritti dei consumatori.

Un comma che stravolge il Codice del turismo

A lanciare l’allarme è stata Adiconsum: “In caso di rinuncia al viaggio su disposizione delle Autorità a seguito dell’emergenza coronavirus, il testo in conversione fa venire meno la libertà del consumatore di opporsi all’emissione del voucher e questo anche in caso di cancellazione del viaggio/soggiorno da parte dell’organizzatore, stravolgendo i diritti dei viaggiatori indicati nel Codice del Turismo. Al consumatore verrà corrisposto solo il voucher e mai più il rimborso, contravvenendo addirittura alle norme europee”. La stessa Commissione europea, infatti, con una comunicazione lo scorso 18 marzo, aveva precisato che i Regolamenti Ue oggi in vigore lasciano al passeggero la scelta se chiedere il rimborso del prezzo o il voucher sostitutivo. Ma adesso la legge “Cura Italia” rischia di rendere carta straccia quanto stabilito in precedenza e aprire la strada a una miriade di contenziosi.

“Non si può aiutare il settore turistico contro le famiglie”

“Il fatto ancor più grave – aggiunge Adiconsum – riguarda l’introduzione dell’emissione obbligatoria dei voucher non solo per i viaggi prenotati entro il 3 maggio, ma anche per le prenotazioni già effettuate o da effettuare fino al 30 settembre 2020”. “Quanto scritto nel testo di conversione, se confermato – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum – non tiene minimamente conto delle difficoltà che, a seguito dell’emergenza coronavirus, che ormai si sta tramutando sempre più in emergenza economica, le famiglie stanno incontrando e ancor più incontreranno nei prossimi mesi, quando i lavoratori posti in cassa integrazione o quelli che a causa della sospensione o della chiusura delle attività perderanno il lavoro, non solo non potranno concedersi una vacanza, ma perderanno anche i soldi dei biglietti e delle prenotazioni precedentemente effettuate“. I voucher sono sicuramente un aiuto al settore del turismo che ha bisogno di un po’ di respiro. Ma non è giusto soccorrere una fascia della popolazione italiana, mettendone in difficoltà un’altra, e soprattutto stravolgendo un diritto acquisito dopo anni di battaglie per i consumatori.

Le proposte di Adiconsum

Adiconsum fa delle proposte di mediazione ai deputati: la proroga della validità dei voucher per ulteriori 12 mesi in caso di non utilizzo; il rimborso in contanti, allo scadere del voucher, in caso di impossibilità di utilizzo; la possibilità di un utilizzo frazionato del voucher in singoli servizi turistici; l’istituzione di un Fondo di garanzia per i voucher emessi per i contratti di trasporto e delle prenotazioni alberghiere, in caso di fallimento delle compagnie aeree o delle strutture ricettive, come previsto per i pacchetti turistici. Proposte ragionevoli che mirano a evitare il rischio che l’anno di validità del voucher venga mangiato interamente o quasi dalle restrizioni dovute all’emergenza coronavirus.