Greenpeace: “Chi valuta il glifosato è in conflitto di interesse”

Il presidente del Comitato dell’Echa, Tim Bowmer, ha lavorato per società di consulenza nel settore chimico per venti anni. Il suo contratto con le industrie di questo settore, rivela oggi Greenpeace, si è concluso il giorno precedente alla data in cui è entrato in carica come presidente del comitato di valutazione dei rischi dell’Echa. Lo stesso che da domani e fino al 13 marzo sarà impegnato, su incarico della Commissione europea, a valutare gli impatti per salute e ambiente derivanti dall’uso del glifosato.
Secondo Greenpeace sono tre i membri del comitato a trovarsi in una situazione di conflitto di interese. “La valutazione sul rischio cancerogeno del glifosato avrà impatto sulla salute di milioni di persone in tutta Europa, servono dunque garanzie di assoluta indipendenza per gli esperti che esaminano questo dossier. Garanzie che, in questo caso, non sembrano esserci”, dichiara Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace Italia.

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Efsa contro la Iarc

Nel 2015, l’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (Iarc) ha classificato il glifosato come “probabilmente cancerogeno per l’uomo”. Tuttavia l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha valutato che non vi siano sufficienti prove scientifiche che attestino un legame col cancro. L’Efsa ha basato la propria valutazione anche su “studi non pubblicati” prodotti dalle aziende, non disponibili agli esperti della Iarc. Secondo la stessa Efsa, tali dati hanno costituito il “nucleo base” della propria valutazione.
“Per una elementare norma di trasparenza – continua Ferrario – deve cessare da subito la pratica di utilizzare studi finanziati dalle aziende private e mai pubblicati. Tutte le valutazioni scientifiche delle agenzie di regolamentazione dell’Ue devono poter essere verificate in modo indipendente”.

La raccolta di firme

Dopo le numerose polemiche sulla sicurezza del glifosato, l’Unione europea ha rinviato il rinnovo dell’autorizzazione Ue del diserbante fino a quando l’Echa non concluderà la propria valutazione, da fornire entro novembre 2017.

Il mese scorso una vasta coalizione di organizzazioni della società civile, tra cui il Salvagente, ha lanciato un’iniziativa dei cittadini europei (Ice) che chiede alla Commissione europea di vietare glifosato, riformare il processo di approvazione dei pesticidi a livello Ue, e impostare obiettivi vincolanti per ridurre l’uso dei pesticidi in Europa. Oltre 430 mila persone hanno già firmato la petizione.