La tassa rosa non sciopera

Nemmeno oggi, 8 marzo, le donne che vanno a fare la spesa possono festeggiare: la tassa rosa, infatti, non sciopera e il gentil sesso è costretto anche oggi a pagare di più per comprare prodotti di prima necessita. Dal bagnoschiuma alle lamette usa e getta passando per il profumo: la versione “rosa” costa sempre di più rispetto a quella maschile. e’ questo il modo in cui il nostro paese “festeggia” la figura della donna, oggi e tutti i giorni dell’anno.

Dagli Usa a Londra

Lo scandalo della “tassa di genere” è scoppiato prima a New York, dove il Department of Consumers Affairs della City ha esaminato 800 prodotti uguali, scoprendo che nella maggior parte dei casi quelli destinati alle donne erano più cari. Un “balzello” rosa che secondo il Washington Post costa 1400 dollari all’anno. Anche a Londra le cose non stanno meglio. Il Times è andato a verificare nei grandi magazzini della città: da Tesco i rasoi per la depilazione delle gambe non differivano da quelli venduti ai maschi per la barba, ma costavano quasi il doppio. Da Boots, 100 millilitri di fragranza Chanel Allure costavano 30 sterline alle donne e solo 23,5 agli uomini. E persino le penne Bic «for her» erano vendute a 2,99 contro 1,98 delle penne normali.

…e in Italia

Le differenze di prezzo tra le versione donna e quella uomo di uno stesso prodotto ci sono anche nel nostro paese. Qualche esempio? Il bagnoschiuma Dove men costa 2,80 euro/400 ml mentre la versione “seta preziosa” costa 3,19 euro/500 ml. Le lamette usa e getta per uomo (Gillette) costano 2,50 euro (una confezione da 4), quelle da donna (Venus Gillette) 3,07 euro. Non va meglio per la tintura per capelli: la versione uomo di Testanera costa 5,50 euro, quella donna 6,50 euro. Differenze anche nella versione “pour homme” e “pour femme” di alcuni eau de parfume: se confrontiamo il listino di The one di Dolce & Gabbana, la versione femminile costa 71,90 euro (75 ml) mentre quella maschile 59 euro (50 ml). Differenze anche per Acqua di Giò ( 58,55 euro/50 ml – 35,99 euro/30 ml) e Just Cavalli (39,95 euro/5o ml – 39,26 euro/50 ml). La tassa rosa non risparmia neanche i bambini. Per uno astuccio identico ma differente nel personaggio raffigurato, il prezzo si alza di 5 euro: il porta pastelli di Spiderman costa 19,90 euro mentre quello di My little pony ne costa 24,90.

Gli assorbenti? Un bene di lusso

L’ultimo paradosso della condizione femminile ha a che fare con il prezzo degli assorbenti tassati al 22% calla pari dei beni di lusso. In Europa, e non solo, è iniziata nel 2013 una vera e propria crociata per chiedere l’abbassamento dall’Iva al 4% come i beni di prima necessità. Tali, infatti, sono gli assorbenti per le donne costrette ad utilizzarli per circa 1 settimana ogni mese. E qualche risultato è arrivato: in Francia, dopo che migliaia di donne sono scese in piazza, il governo di Parigi ha abbassato l’Iva dal 20 al 5,5%, allineandosi a Olanda, Spagna e Inghilterra. L’Iva, invece, è stata azzerata in Canada e Irlanda, e un suo abbassamento è in corso di discussione in Germania e Australia. In Italia siamo solo agli esordi. Qualche mese fa i deputati di Possibile hanno presentato una proposta di legge per abbassare l’Iva sugli assorbenti (oggi al 22%). Prima, ancora una volta, era stata una petizione a porre l’accento sulla questione: “Gli assorbenti dovrebbero entrare nella lista dei beni essenziali: mentre si può vivere senza un tablet, non è possibile, per chi ha le mestruazioni, fare a meno degli assorbenti per condurre una vita normale e in salute. Senza gli assorbenti, sarebbe impossibile partecipare senza problemi alla vita sociale, e subiremmo conseguenze pesanti per la nostra salute sia fisica che mentale. L’aliquota al 22% è una tassa ingiusta che grava direttamente sulle donne e in particolare le donne con poco reddito”, scrive Chiara Capraro al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan. Senza aver ottenuto, ovviamente, alcuna risposta.