mercoledì, 25 Maggio 2022

Tag: cibo spazzatura

CIBO SPAZZATURA BAMBINI

Oms: il marketing alimentare promuove il cibo “spazzatura”. Bambini i più...

In un nuovo report l'Organizzazione mondiale della sanità denuncia che fino al 90% il marketing alimentare si concentra su alimenti malsani rivolti sopratutto ai più piccoli (fast food, bevande zuccherate, snack dolci e salati)

Dopo l’Uk, anche la Spagna vieta gli spot di cibi spazzatura...

Il ministero spagnolo dei consumatori ha annunciato che vieterà la pubblicità di cibi e bevande non salutari destinati a bambini e adolescenti tramite TV, radio, social media, siti Web, applicazioni, cinema e giornali. I prodotti inclusi nel divieto vanno da cioccolato e caramelle, a biscotti, dessert, succhi e gelati, tra gli altri. In Italia nessuna legge del genere
CIBO SPAZZATURA

Cibo spazzatura, la Gran Bretagna vieta gli spot in tv (mentre...

Entro il 2023 in Gran Bretagna non si potranno più fare spot di cibo spazzatura in televisione prima delle 21: le aziende perderanno 600 milioni di sterline all'anno. Nel nostro paese, invece, tra qualche mese dovrebbe entrare in vigore la contrastatissima sugar tax

UK, la proposta: contro l’obesità vietare la pubblicità di cibo spazzatura...

47 associazioni tra cui Action on Sugar e Action on Salt hanno chiesto - come contromisura per arginare il fenomeno - al governo britannico di vietare la messa in onda delle pubblicità di cibo spazzatura fino alle ore 21. La ratio del divieto è quella di vietare alla visione dei bambini, i principali fruitori della tv fino a quell'ora, e questo avrebbe un impatto positivo sulla salute pubblica, consentendo alle famiglie di "vedere più dei prodotti che sono buoni per loro
obesità

Covid, ricercatori inglesi: il junk food e l’obesità legati a probabili...

L'industria alimentare deve condividere la colpa della pandemia di obesità, nonché della gravità della malattia Covid-19 e delle sue conseguenze devastanti. È la posizione di tre ricercatori di Londra, che hanno scritto un editoriale sul British Medical Journal (BMJ)
obesità

Quanto il marketing fa ingrassare i nostri bambini

Un nuovo rapporto del World Cancer Research Fund (WCRF) invita i governi d'Europa e del resto del mondo a proteggere i diritti dei minori e ad adottare misure per limitare la commercializzazione di alimenti industriali: secondo una recente ricerca, vedere 4,4 minuti di pubblicità di alimenti può portare i bambini a mangiare 60 calorie in più al giorno

Allergie a tavola, colpa anche del cibo spazzatura

Per la prima volta un team di ricerca dell'Università Federico II di Napoli ha ipotizzato una correlazione tra lo junk food e le allergie alimentari: la colpa sarebbe degli prodotti finali della glicazione avanzata o Age
CIBO SPAZZATURA

Cibo spazzatura: se lo promuove l’influencer i bambini ne mangiano di...

Una ricerca dell'Università di Liverpool, condotta su 176 ragazzi tra i 9 e gli 11 anni, e pubblicata su Pediatrics dimostra come i blogger influenzano le scelte alimentare dei più giovani. E non in modo positivo: "La promozione di cibi sani non ne stimola l'assunzione"

La fila alla cassa? Un alibi malsano per accaparrarsi snack e...

La conferma arriva da uno studio dell'Università di Cambridge: "Le vendite e il consumo immediato di cibo spazzatura si riducono del 76% nei supermarket con le 'casse salutari'"

Londra, stop alla pubblicità di cibo spazzatura in metro

L'annuncio del sindaco Sadiq Khan: la novità sarà operativa da febbraio e l'obiettivo è quello di contrastare l'obesità di cui soffre il 37% dei bambini tra i 10 e gli 11 anni
tv

Oms: insufficienti i provvedimenti che limitano la pubblicità nelle tv per...

L'Organizzazione mondiale della Sanità si rivolge agli Stati europei che farebbero molto poco per limitare la pubblicità di cibi ricchi di grassi, sale e zucchero. E indica una serie di azioni che potrebbero essere intraprese: innanzitutto ampliare i canali dove vige il divieto

Bisfenolo A, tracce nelle urine dell’86% degli adolescenti

La ricerca condotta dall'Università di Exeter, nel Regno Unito, pone l'attenzione sulla difficoltà di moderare l'esposizione e suggerisce di indicarne in etichetta la presenza così che le persone possano fare scelte informate.