Cibo spazzatura: se lo promuove l’influencer i bambini ne mangiano di più

La pubblicità alimentare sui social media influenza fortemente le scelte a tavola dei bambini. Ma questo vale per il junk food, per una merendina di cioccolata o delle caramelle. Poco importa se il vlogger (letteralmente chi gestisce un video blog) di moda si gusti in video una mela piuttosto che un’insalata. Secondo uno studio dell’Università di Liverpool l’esposizione intensa da parte dei bambini agli influencer che promuovono cibi non salutari sui social media aumenta l’assunzione immediata da parte di questi alimenti. Al contrario gli influencer che promuovono cibi sani non hanno un effetto benefico sulle scelte alimentari dei bambini.

La ricerca su 176 bambini, dai 9 ai 11 anni

Fa bene quindi l’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità a chiedere una valutazione dell’entità dell’esposizione dei bambini al marketing alimentare proveniente dai social media e l’attuazione di misure che limitino le impressioni degli annunci di minori. Infatti, nella sua conclusione lo studio raccomanda ulteriori ricerche per capire l’impatto del marketing alimentare digitale. Internet può ormai essere considerato una piattaforma di marketing alimentare e i giovani trascorrono molto tempo sui social, anche impegnandosi con l’attività di influencer. E sempre più ricerche dimostrano come il marketing del web si avvicini, in termini di efficacia, a quello della televisione.

Nel mondo digitale gli influencer non sono sempre persone famose: il più delle volte sono ragazze o ragazzi comuni che hanno come fan proprio i loro coetanei, che spesso in loro si riconoscono. Lo studio ha coinvolto un campione di 176 bambini, tra i 9 e gli 11 anni, a cui sono stati assegnati in modo casuale i profili di Instagram di 2 popolari blogger di video di YouTube.

Snack salubri? Non convincono come le merendine

I profili contenevano immagini degli influencer con snack insalubri, sani o prodotti non alimentari. Successivamente, è stata misurata l’assunzione di questi tipi di cibi. In particolare, sono state offerte caramelle gelatinose, cioccolatini, bastoncini di carota e chicchi d’uva. Gli snack sono stati presentati senza marca e su piatti di carta bianca.

I bambini che avevano osservato gli influencer con junk food avevano aumentato significativamente l’assunzione complessiva di calorie e quella di spuntini non sani (rispettivamente 448,3 e 388,8 kcal), rispetto a coloro che erano stati esposti ai blogger con prodotti non alimentari (rispettivamente 357,1 e 292,2 kcal). L’osservazione dei blogger con spuntini sani, invece, non ha influito in modo significativo sull’assunzione. “I giovani si fidano dei vlogger più delle celebrità. Sono necessarie restrizioni più rigorose per il marketing digitale di cibi non salutari a cui i bambini sono esposti e agli influencer non dovrebbe essere permesso di promuovere il junk food ai giovani vulnerabili sui social media”, ha affermato su Science Daily, Anna Coates tra i coordinatori dello studio.