
Foodwatch, da sempre in prima lineea nel chiedere la messa al bando del dolcificante sospetto cancerogeno: “Il parere scientifico a lungo atteso dell’Autority potrebbe essere un punto di svolta per dire addio all’E 951”
“A settembre, un parere scientifico a lungo atteso dell’Efsa sull’aspartame potrebbe rappresentare un punto di svolta cruciale per il destino di questo dolcificante”. Lo rivela la Ong Foodwatch che insieme a Yuka e La lega contro il cancro, a febbraio 2025 ha lanciato una petizione a livello europeo (firmata da oltre 400mila persone) per chiedere alla Ue la messa al bando del dolcificante (E 951), classificata dall’Oms nel 2023 nel Gruppo 2B come “possibile cancerogeno per gli esseri umani”.
L’attesa (e richiesta da più parti in questi anni) rivalutazione da parte di Efsa sulle dosi raccomandabili per l’aspartame in realtà sarebbe legata al parere scientifico al quale l’Autorità per la sicurezza alimentare europea sta lavorando. A luglio si è tenuta una riunione del gruppo scientifico dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare responsabile degli additivi alimentari. Il parere scientifico sul sale di aspartame-acesulfame (E 962), una miscela dei due additivi, era all’ordine del giorno ed è stato apparentemente approvato.
Per farlo tuttavia Efsa deve prima fornire un parere scientifico sull’aspartame, basandosi sugli ultimi studi condotti per valutare il pericolo del dolcificante. Scrive Foodwatch in una nota: “A causa della scarsità di dati sull’E 962 (ormai quasi del tutto inutilizzato dall’industria), gli esperti hanno dovuto basarsi sui dati relativi ai due dolcificanti che lo compongono, tra cui l’aspartame. Poiché l’ultima valutazione sull’aspartame risale a più di dieci anni fa, l’Efsa si è impegnata, nell’ambito di questa iniziativa, ad esaminare la letteratura scientifica aggiornata sul composto”.
Che qualcosa bollisse in pentola in realtà era stato confermato dalla stessa Commissione europea in una lettera ai promotori della petizione nel fmarzo 2025: “Nell’ambito della rivalutazione del sale di aspartame-acesulfame (E 962), l’Efsa prenderà attentamente in considerazione tutti i nuovi studi pertinenti sull’aspartame resi disponibili dall’ultima valutazione del rischio condotta nel 2013″. Aggiungendo: “La Commissione adotterà, se necessario, le opportune misure di gestione del rischio sull’aspartame (E 951) sulla base della rivalutazione aggiornata della sicurezza da parte dell’Efsa, una volta disponibile, mantenendo la salute e la sicurezza come principi guida principali”.
Secondo l’Efsa, precisano da Foodwatch, il parere completo sarà pubblicato nel corso del mese di settembre (la data esatta non è ancora nota) e potrebbe quindi rappresentare “un punto di svolta per il destino dell’aspartame, poiché l’Autorità potrebbe formulare nuove raccomandazioni sui livelli di esposizione accettabili, il che potrebbe innescare ulteriori azioni regolamentari da parte della Commissione europea”.
Cos’è l’aspartame e cosa indicano gli ultimi studi del Ramazzini
L’aspartame (additivo E951) è un dipeptide artificiale composto da due amminoacidi (indicati nelle fonti come acido aspartico e alanina) sotto forma di estere metilico. È caratterizzato da un potere dolcificante estremamente elevato, pari a circa 120-200 volte quello dello zucchero comune. La sua presenza richiede particolare cautela per i soggetti affetti da fenilchetonuria, una patologia che impone una dieta a ridotto tenore di fenilalanina. L’origine di questa molecola è del tutto estranea all’alimentazione: originariamente l’aspartame era stato studiato per essere impiegato come farmaco antiacido gastrico. Solo in un secondo momento, scoperta l’elevata dolcezza, l’industria ne ha brevettato l’uso alimentare dando vita a un business planetario.
Le preoccupazioni più grandi sulla sicurezza dell’aspartame derivano dalle ricerche condotte dal Centro di ricerca sul cancro “Cesare Maltoni” dell’Istituto Ramazzini di Bologna. Avviati nel 1998 sotto la guida del professor Cesare Maltoni e proseguiti dai ricercatori Morando Soffritti e Fiorella Belpoggi, questi studi indipendenti su ratti e topi hanno dimostrato che il consumo di aspartame, anche a dosi considerate “sicure” dalle autorità di regolamentazione, provoca un aumento statisticamente significativo di tumori dei pelvi renali, dei nervi cranici, del fegato, oltre a leucemie e linfomi non Hodgkin.










