
Il leader di mercato per l’iconica linea “blu” torna a una miscela di grani “Ue e non Ue” con almeno il 70% di origine “Italia”. Una scelta che condizionerà il mercato della pasta. Voiello e Barilla al Bronzo restano con il 100% grano italiano
Una svolta silenziosa destinata però a far discutere: Barilla dall’autunno scorso per la famosa pasta dalla confezione “blu” ha scelto di non produrla più con grano 100% italiano ma tornare a una miscela di grani di provenienza “Ue e non Ue”, di cui il duro tricolore, ci spiegano, sarà presente sempre almeno al 70%.
Contemporaneamente, spiegano da Parma, “le linee Barilla Al Bronzo e Voiello sono prodotte esclusivamente con 100% grano duro italiano di alta qualità”.
La scelta di Barilla condizionerà sicuramente il mercato come lo fece nel 2020 quando per la “blu” scelse di puntare sul grano 100% italiano: di li a poco quasi tutti i diretti concorrenti dovettero far cambiare rotta ai loro fornitori.
“La linea Barilla nella classica confezione blu – spiega l’azienda sul proprio sito – privilegia il grano italiano, integrandolo con una selezione di grani duri di alta qualità provenienti da altre geografie: una scelta che oggi rappresenta lo standard prevalente nel mercato della pasta e che da sempre caratterizza la produzione di pasta in Italia”. La miscela, spiegano al Salvagente, prevede sempre almeno per il 70% grano italiano, percentuale che potrà arrivare anche al 95% a seconda dell’andamento del mercato.
Barilla resta comunque il principale acquirente di grano duro italiano con in media 500.000 tonnellate acquistate ogni anno, di cui 350.000 attraverso contratti di filiera. Il secondo piu grande acquirente di duro tricolore arriva alla metà, acquistando meno di 250mila tonnellate annue.










