Incidente con animali selvatici: il conducente deve provare l’assenza di colpa

Secondo una recente sentenza della Cassazione per accedere ai risarcimenti regionali, l’automobilista deve provare la guida diligente e il comportamento imprevedibile dell’animale

I danni causati dalla fauna selvatica sono risarcibili dalla Pubblica amministrazione ma il conducente deve provare la sua guida diligente e dimostrare che il comportamento dell’animale sia stato causa del sinistro.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione intervenendo in un contezioso che vedeva contrapposti la Regione Marche e un motociclista il cui motoveicolo era stato danneggiato da un capriolo: il cittadino si era rivolto all’amministrazione regionale per il risarcimento, senza però ottenere quanto rivendicato. Il giudice di pace di Macerata al quale il conducente si era appellato aveva dato ragione al conducente e condannato la Regione al risarcimento di 2.250 euro oltre interessi e spese. La Regione si è opposta e la vicenda è finita in Cassazione.

La Suprema Corte ha stabilito che l’amministrazione pubblica è responsabile della custodia e dei danni creati dalla fauna selvatica in quanto appartiene al patrimonio indisponibile dello Stato. Tuttavia spetta al cittadino danneggiato provare che al momento dell’incidente la sua condotta di guida era diligente e che solo l’imprevedibile comportamento dell’animale sia stato la causa del sinistro. In altre parole spetta all’automobilista danneggiato provare la sua “innocenza” e la “colpa” dell’animale.