Frode alimentare, in vigore nuovi reati e sanzioni

FALSO EXTRAVERGINE RISTORANTI ROMA

La riforma sulla tutela agroalimentare entra in vigore, ma per un legale esperto del settore è più una riforma di difesa del made in Italy che una svolta concreta: Il nodo irrisolto è la sicurezza alimentare: allergeni e contaminazioni restano fuori dal perimetro.

La legge 75/2026 sulla “Tutela agroalimentare” italiano entra in vigore il 29 maggio. Il testo mira ad aumentare trasparenza e sicurezza ai prodotti alimentari acquistati dagli italiani.

L’aggravante di agropirateria

Vengono inseriti nel Codice penale meccanismi di deterrenza con l’introduzione di due reati e l’aggravante: la Frode alimentare per punire chi commercializza alimenti o bevande che, a sua conoscenza, non sono genuine o che provengano da luoghi diversi rispetto a quelli indicati. Prevista la reclusione da 2 mesi a un anno: Commercio di alimenti con segni mendaci per punire chi utilizza segni distintivi o indicazioni per indurre in errore il compratore sulla qualità o sulla quantità degli alimenti. Prevista la reclusione da 3 a 18 mesi; Aggravante di Agropirateria, quando l’attività illecita è realizzata in maniera organizzata e continuativa; Aggravante Quantità, qualora le quantità siano particolarmente rilevanti; Aggravante Biologico, qualora i prodotti siano commercializzati come Biologici ma non lo sono. In questi tre casi le pene sono aumentate fino a un terzo.

Protezione delle indicazioni geografiche

Per proteggere le indicazioni geografiche da imitazioni, il reato di contraffazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine protetta già previsto dal nostro codice prevederà le sanzioni da 1 a 4 anni (prima era 2 anni) e multe da 10.000 a 50.000 euro (prima fino a 20.000 euro).Viene introdotta la misura della confisca obbligatoria per i reati sopraindicati disponendo la confisca di prodotti, beni o cose oggetto o prodotto dei reati e dei beni utilizzati per commettere il reato stesso.

Distribuzione agli enti di carità il cibo sequestrato

Viene introdotto anche l’obbligo per l’autorità giudiziaria di distribuire i prodotti sequestrati, ma commestibili, a enti territoriali o caritatevoli per destinarli a persone bisognose o animali abbandonati, nonché una più ampia “diversa destinazione prevista dalla legge”, ampliando le possibilità di destinazione dei prodotti.

Sanzioni più proporzionate

Un’altra importante novità riguarda le sanzioni amministrative. Il provvedimento prevede una gradazione delle sanzioni in base alla gravità della violazione, con l’introduzione di misure più dissuasive legando gli importi al fatturato delle imprese coinvolte . In passato si verificava, ad esempio, che un piccolo imprenditore poteva vedersi applicare la stessa sanzione prevista per una multinazionale.

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La cabina di regia

Viene poi formalmente istituita la “Cabina di regia per i controlli amministrativi”, presieduta dal Ministro del MASAF e che vede la partecipazione, ai più alti livelli, delle istituzioni deputate ai controlli. Questa norma consentirà di rendere l’attività ispettiva più efficiente, di migliorare il tracciamento del cibo e di eliminare le duplicazioni delle azioni da parte delle Forze dell’Ordine.

 Multe per chi usa il claim “latte vegetale”

 Il testo vieta l’utilizzo del termine “latte” e di prodotti lattiero-caseari per prodotti vegetali (i.e. uso improprio del termine “latte”) se non accompagnato dalla denominazione corretta (p.e. latte di mandorla venduto come sostitutivo senza distinzione). Sanzioni da 4mila a 32mila euro o fino al 3% del fatturato dell’azienda sanzionata (tetto max 100mila euro).

La piattaforma per la tracciabilità della filiera bufalina

Interventi straordinari per la filiera bufalina Istituita una piattaforma informatizzata nazionale per tracciare i movimenti del latte bufalino e dei derivati in modo da evitare frodi, doppie mungiture non dichiarate o triangolazioni illecite. Introdotto un piano straordinario nazionale con controlli a campione su tutta la filiera sia su mungitura che trasporto, trasformazione e commercializzazione dei prodotti e perfezionato un sistema di vigilanza ufficiale continua e permanente, prevedendo l’uso di prove di laboratorio per l’origine geografica del latte e dei prodotti di trasformazione, accertando l’uso di latte non fresco .Sanzioni da 6.000 a 48.000 euro o fino al 3% del fatturato dell’azienda sanzionata (tetto max 150.000 euro).

L’esperto legale: “Riforma politica, pochi miglioramenti”

Un legale esperto, consulente del settore dell’agroindustria, il quale non vuole essere nominato, commenta così con il Salvagente: “Questa è una riforma strettamente politica che supporta maggiormente, come sempre, le Dop e le Igp, ma a livello di effettività non cambierà molto. Si inventano dei reati, ma usando le aggravanti già presenti nel codice penale o il reato di concorso e associazione si poteva arrivare grossomodo agli stessi risultati. Il problema è che abbiamo una giustizia totalmente ingolfata: l’onesto verrà penalizzato, il disonesto in un paese in cui i processi si fanno dopo cinque anni non verrà minimamente toccato da questa riforma”.

L’esperto continua: “Manca l’attenzione su un aspetto importante. La proposta originale era di ampliare il perimetro del 231 ai reati di sicurezza alimentare: l’allergene non dichiarato, il prodotto con la listeria. Quello avrebbe avuto un grosso impatto perché le aziende avrebbero dovuto innalzare molto di più l’attenzione. Invece lo hanno allargato per le frodi, ma non per le contaminazioni. La sicurezza alimentare è rimasta indietro.»

Sull’aggravante di agropirateria

“L’agropirateria – continua l’esperto – è una roba folkloristica che viene bene sui giornali. Bastava contestare l’associazione: con tre o quattro persone e le aggravanti già esistenti si arrivava agli stessi risultati”.