Mini condizionatori, l’azienda Breezo: “Non li vendiamo, quegli spot ci danneggiano”

condizionatori

Dopo l’inchiesta del Salvagente sui mini condizionatori pubblicizzati con promesse irrealistiche e falsi siti di recensioni, arriva la precisazione di una delle aziende coinvolte suo malgrado: la belga Breezo denuncia di essere vittima di un furto d’identità e annuncia azioni legali contro i siti fraudolenti

Dopo la pubblicazione della nostra inchiesta sui mini condizionatori pubblicizzati come alternativa economica ai climatizzatori tradizionali, arriva una precisazione importante. Una delle aziende il cui nome compare nelle campagne promozionali ingannevoli prende infatti le distanze dalla vendita di questi dispositivi e denuncia di essere essa stessa vittima della frode.

Nella nostra analisi avevamo raccontato come annunci sponsorizzati, comparsi anche sulle pagine di autorevoli quotidiani, rimandassero a finti siti di test indipendenti che magnificavano le prestazioni di presunti condizionatori rivoluzionari. Prodotti dai nomi diversi – Epicooler, Coolizi e Breezo – ma accomunati dalle stesse promesse: raffreddare una stanza senza unità esterna, senza installazione e con consumi ridotti, a prezzi compresi tra poche decine e poco più di cento euro.

Avevamo anche spiegato perché queste affermazioni siano incompatibili con le leggi della fisica: un condizionatore, per raffreddare un ambiente, deve necessariamente espellere il calore all’esterno. In assenza di un sistema di dissipazione, dispositivi così compatti possono al massimo comportarsi come semplici ventilatori.

“Anche noi siamo vittime della truffa”

A contattare il Salvagente è stato Niko Lecluyse, amministratore delegato di Breezo, startup belga che opera nel settore della qualità dell’aria e della sanificazione degli ambienti. “Vorremmo segnalarle che Breezo non ha alcun legame con il sito che vende questi mini condizionatori. Anche noi siamo vittime di questa truffa”, spiega il Ceo. L’azienda racconta di aver ricevuto negli ultimi giorni numerose telefonate ed e-mail da consumatori convinti di aver acquistato il prodotto direttamente dalla società belga. “Alcuni avevano già effettuato il pagamento. Stiamo intraprendendo tutte le azioni legali e tecniche possibili per far chiudere questi siti fraudolenti“, aggiunge Lecluyse.

La precisazione è importante perché conferma uno degli elementi tipici di questo genere di operazioni: i truffatori possono appropriarsi del nome di aziende realmente esistenti per aumentare la credibilità dell’offerta e rassicurare i consumatori.

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Il nome dell’azienda usato per dare credibilità

Nel caso esaminato dal Salvagente, il marchio “Breezo” compariva all’interno di una pagina costruita come un sito di recensioni indipendenti, dove si raccontava la storia di un fantomatico ingegnere italiano e di una tecnologia rivoluzionaria capace di raffreddare gli ambienti senza i limiti dei normali climatizzatori. La vera Breezo, però, precisa di non commercializzare questi mini condizionatori e di non avere alcun rapporto con i siti che li promuovono.

Una vicenda che dimostra ancora una volta quanto sia difficile, per i consumatori, distinguere tra aziende autentiche e identità utilizzate abusivamente per rendere più credibili offerte che promettono prestazioni impossibili. Per questo, prima di acquistare prodotti pubblicizzati come “miracolosi”, è sempre opportuno verificare il sito ufficiale dell’azienda, diffidare di tecnologie che sembrano aggirare le leggi della fisica e controllare le recensioni pubblicate su piattaforme indipendenti. In questo caso, oltre ai consumatori, a subire le conseguenze della truffa è anche un’impresa reale, costretta a difendere la propria reputazione da chi ne ha sfruttato indebitamente il nome.