Frigorifero in estate: la guida per sistemare la spesa ed evitare sprechi e tossinfezioni

TEMPERATURA DEL FRIGO

In estate e nelle giornate più calde sistemare la spesa a caso nel frigorifero può costare caro, tanto economicamente che in termini di salute. Vediamo l’organizzazione ideale, scomparto per scomparto

In estate, con l’aumento delle temperature, difendere il cibo dai batteri e dal deterioramento diventa una priorità assoluta. Il frigorifero è il nostro principale alleato, ma concepirlo come un unico ambiente con una temperatura omogenea è un grave errore. Sistemare la spesa a caso, riempiendo eccessivamente i ripiani, impedisce all’aria fredda di circolare correttamente, rendendo l’elettrodomestico meno efficiente e mettendo a rischio la conservazione dei cibi. Per questo, oltre ad applicare la regola del “First in, first out” (consumare prima i prodotti inseriti da più tempo per evitare di farli scadere), è fondamentale assegnare a ogni alimento il giusto posto. Ecco come organizzarsi.

Il ripiano più basso: la zona polare

Subito sopra i cassetti delle verdure si trova la parte più fredda del frigorifero, con una temperatura che scende fino a . Questo è lo spazio destinato agli alimenti crudi e altamente deperibili, come carne rossa, pollame e pesce fresco. Posizionarli in basso non serve solo a rallentare la carica batterica grazie al freddo intenso, ma è fondamentale per una delicata questione di igiene: si evita infatti che eventuali sgocciolamenti di liquidi crudi possano cadere e contaminare i cibi già cotti o pronti al consumo situati nei ripiani inferiori.

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Ripiani centrali e alti: per latticini e cibi cotti

Man mano che si sale, la temperatura si fa leggermente più mite, assestandosi tra i e gli . Queste zone sono l’habitat ideale per latte, formaggi, yogurt, panna da cucina e dolci. Anche gli avanzi dei pasti e i cibi già cotti trovano qui la loro perfetta collocazione. Un’accortezza importante sui cibi caldi: non inseriteli mai nel frigorifero se sono ancora fumanti per non danneggiare l’elettrodomestico, ma evitate anche di lasciarli a temperatura ambiente per più di mezz’ora per scongiurare una rapida proliferazione batterica.

I cassetti: il clima per l’ortofrutta

Nella parte inferiore del frigo, all’interno dei cassetti, la temperatura è di circa . È un clima pensato appositamente per frutta e verdura, in quanto ne mantiene la fragranza senza esporle a un freddo eccessivo che finirebbe per danneggiarne i tessuti cellulari. Una regola d’oro per evitare lo sviluppo di muffe: non lavate mai la frutta e la verdura prima di riporle in questi vani, poiché l’acqua residua sulla superficie aumenta l’umidità e facilita l’insediamento dei microrganismi.

Lo sportello: a prova di sbalzo termico

Lo sportello è in assoluto il punto più caldo dell’elettrodomestico, oltre ad essere la parte maggiormente esposta ai repentini sbalzi termici causati dalle continue aperture. Proprio per questo motivo, andrebbero riposti qui solo i prodotti che necessitano di una refrigerazione leggera: bevande, acqua, salse pronte, senape o ketchup.

Le uova: sfatiamo un mito

Sebbene al supermercato si trovino spesso fuori dal banco frigo per evitare la formazione di pericolosa condensa durante il tragitto verso casa, una volta in cucina le uova vanno rigorosamente conservate in frigorifero per rallentarne l’invecchiamento ed evitare rapide proliferazioni microbiche, come quelle legate alla Salmonella. Possono essere riposte negli scomparti dello sportello oppure nei ripiani centrali.

Cosa non mettere in frigorifero

Non tutti gli alimenti amano il freddo. Le patate e le cipolle si danneggiano con l’umidità e vanno conservate al buio e al fresco in dispensa, preferibilmente non in contenitori di plastica. Anche banane, fragole, melone, pomodori, mele e caffè (che nel frigo rischia di assorbire tutti gli altri odori) andrebbero tenuti rigorosamente fuori. Infine, evitate di riporvi il pane: alle basse temperature si rafferma e perde la sua naturale umidità, diventando duro molto più rapidamente