5 cose che (forse) non sapete sulla lavastoviglie

La cucina è da sempre in casa un luogo di innovazione, come essere in un laboratorio di ricerca, dove si provano nuove ricette, nuovi ingredienti o anche nuovi aiuti tecnologici. Se pensate alla cucina di un secolo fa, non c’erano forni elettrici, microonde, robot, frullatori etc. e tantomeno c’era la lavastoviglie. Elettrodomestico utile per guadagnare tempo, per stare insieme e per non badare a quanti utensili o pentole si usano, ci sarà dopo chi provvede ad aiutare. Nata nel lontano 1886, in Europa arriva nel 1929 e solo nel 1940 si è aggiunta la funzione asciugatura. Oramai è uno degli elettrodomestici più diffusi anche se spesso poco usato. Molte famiglie la comprano con la cucina nuova e la considerano un cimelio perché due piatti a mano sono facili da lavare, ma nel frattempo la lavastoviglie anche ferma vede invecchiare guarnizioni, tubi, raccordi etc.

Trovo che sia utile prelavare a mano i piatti prima di metterli nella lavastoviglie

FALSO Può sembrare strano ma i piatti vanno solo ripuliti con la carta di ciò che resta e non è bene prelavarli a mano. Questo lavaggio manuale porta ad uno spreco inutile ad esempio di acqua e detergenti mentre basta allontanare i residui più grossi, il condimento in eccesso, le lische, i semi etc. questo per la salute dell’elettrodomestico e per aiutare le nostre tasche. Ricordiamoci che esistono dei filtri da pulire e che i residui di cibo sono i nemici dei filtri che vanno ripuliti così come i grassi in eccesso che restano in giro e accumulandosi rendono la lavastoviglie meno efficiente o addirittura la danneggiano. Ahimè forni autopulenti, cucine immacolate, lavastoviglie brillanti sono il sogno di ognuno, ma sempre che non sia chiarito nell’accordo prematrimoniale, a turno tocca pulire questi elettrodomestici per farli durare di più e funzionare in modo migliore.

In lavastoviglie si può mettere qualunque cosa

FALSO Anche questo rappresenta un sogno purtroppo irrealizzabile; le stoviglie non sono tutte identiche ad esempio per i materiali che si comportano in modo diverso, le forme o le dimensioni. Tutto ciò che è fatto di legno come taglieri, coltelli con manici intarsiati, cucchiai etc. non dovrebbe essere lavato in questo modo perché assorbirebbe i detersivi e darebbe poi pessimi sapori al cibo da tagliare o da rimestare in pentola. Lo stesso alluminio, metallo ottimo per la velocità di riscaldamento, di solito è aggredito dai detergenti o dai brillantanti e questo lo rende poco gradevole alla vista e con la formazione di colori alquanto anomali. La macchinetta del caffè se è in alluminio o in lega tende ad assorbire il detersivo così che al prossimo uso della Moka avremo dello splendido caffè… al limone spesso non apprezzato da tutti. Tazze, tazzine, piatti etc. belli da vedere per le loro decorazioni e usate per gli ospiti, con il tempo vedono scomparire le decorazioni perdendo la loro naturale bellezza. La nota pietra ollare, ovvero un parente della giada, in effetti una steatite a base di talco e sali di magnesio, in lavastoviglie assorbe i saponi usati e modifica la sua porosità diventando meno efficiente per la cottura. Il vetro non dà nessun problema mentre i cristalli sono molto delicati, la lavastoviglie anche più avanzata borbotta, rumoreggia, sballotta un po’ e questo può essere un problema per gli oggetti fragili salvo che non ci siano chiare istruzioni e programmi previsti dal produttore dell’elettrodomestico.

Non voglio usare sale da cucina o aceto per la mia lavastoviglie anche se sono prodotti sicuri

VERO Il sale per lavastoviglie serve ad “addolcire” l’acqua così che il calcare sia meno aggressivo e non si accumuli nelle tubazioni ostruendo il passaggio. Se non usiamo il sale per lavastoviglie per cucinare, altrettanto non dobbiamo usare sale grosso o fino per l’addolcitore. Pur essendo ambedue i prodotti a base di coluro di sodio, l’uso diverso fa sì che nel sale da cucina ci siano dei componenti che darebbero problemi all’elettrodomestico senza risolvere la formazione del calcare. Pericoloso è anche fare l’inverso perché i sali per uso alimentare sono prodotti per questo scopo, ottenuti in modo sicuro per il consumo umano. Stesso approccio è possibile fare con l’aceto che ha una acidità reale che col tempo danneggerebbe tubazioni e raccordi. Nulla è più terribile di una lavastoviglie che di notte durante un lavaggio vede cedere qualche tubazione con danni alla cucina o al soffitto dell’inquilino sottostante. L’aceto combatte il calcare, ma non “brillanta”, altrimenti i famosi sottoaceti che amiamo portare in tavola dovrebbero risplendere di propria luce; il brillantante oltre a non far creare la patina di calcare, rende più splendenti bicchieri e posate.

Preferisco la lavastoviglie al lavaggi a mano perché consumo meno acqua ed energia elettrica in maniera equilibrata

VERO Il lavaggio a mano è fra le operazioni casalinghe di tipo meditativo ovvero ci lascia spesso soli a condividere pensieri e sogni con pentole o bicchieri che di prassi sono d’accordo con noi. Mai come in questi momenti la vita scorre davanti ai nostri occhi, ma purtroppo si spreca più acqua rispetto al lavaggio automatico. La temperatura di lavaggio che nelle lavastoviglie spesso è di 60°C e quella di risciacquo sono tali da sgrassare rapidamente le stoviglie e sono capaci di avere un minimo effetto disinfettante. Il lavaggio a mano non lo permette se non ustionandoci, inoltre i consumi di acqua sono precisi per tempo e quantità, bastano poco più di 15 litri a lavaggio contro i 60 circa di un lavaggio a mano, e non ci sono rubinetti aperti inutilmente a sprecare preziosa acqua. La lavastoviglie se usata bene soprattutto ci fa guadagnare tempo prezioso, ovvero la cosa più difficile da recuperare. Se ci sembra che duri troppo il tempo di lavaggio basta farla andare di notte quando il tempo è relativo e la mattina abbiamo solo il dovere di svuotarla. Ricordiamoci che un buon caricamento delle stoviglie è prezioso per avere un buon risultato finale.

Voglio cucinare con la lavastoviglie credo sia una cosa intelligente

VERO/FALSO Questa è una tipica moda statunitense. In effetti nella lavastoviglie si crea una cottura ad alta temperatura, umida e non diretta, in altre parole si fa una cottura a cosiddetto vapore caldo. È una cottura salutista perché non vi sono fiamme dirette, l’alimento è poco stressato, ma occorre usare dei contenitori ermetici per non trovarci un prodotto rovinato. Per alcuni addirittura si può cuocere mentre si lavano le stoviglie, ma non consiglierei di farlo per evitare delle involontarie contaminazioni da detergenti e comunque non è facile evitare quelle da brillantante anche se usiamo la lavastoviglie solo per cucinare. Si possono usare dei sacchetti sottovuoto, posso scegliere se lavare e cuocere a 75°C o a 55°C usando un programma di risparmio energetico. Sembra una grande idea, si preparano alimenti e si lavano gli utensili in contemporanea, ma devo scegliere alimenti a cottura a bassa temperatura e non ad esempio dei legumi che richiedono molto tempo. Iniziare con qualcosa di semplice, provare temperatura, programmi, scelta di contenitori e poi, secondo la mia opinione, tornare serenamente a cucinare fuori dalla lavastoviglie lasciando a lei il “lavoro sporco” che non amiamo fare.