Frutta secca promossa a pieni voti: il nostro test su 60 confezioni

Non solo noci, noccioline americane e pistacchi. Passate le feste è tempo di riempire il cestino di frutta secca, con anacardi, mandorle, nocciole. Sono cibi importantissimi sotto il profilo nutrizionale e andrebbero mangiati ogni giorno o quasi. Alimenti che assicurano un effetto antiossidante, cardioprotettivo, antitumorale e antinfiammatorio. E per di più sono anche molto controllati, come hanno dimostrato le analisi che abbiamo condotto su 60 campioni tra noci, mandorle, pistacchi e mix e che trovate nel numero in edicola del Salvagente.

60 confezioni di frutta secca, dalle noci alle mandorle, dai mix ai pistacchi, analizzate. È il test che trovate nel numero in edicola a gennaio del Salvagente, disponibile in digitale qui

Le prove di laboratorio hanno, infatti, escluso – tranne qualche raro caso, comunque trovato sotto i limiti di legge – la presenza delle temute aflatossine, le micotossine tipiche della frutta secca ed essiccata che per la loro accertata pericolosità (si tratta di uno dei più potenti cancerogeni naturali) sono le uniche per le quali esiste una regolamentazione che ne precisa i tenori massimi nell’alimentazione umana.
Ovviamente le aflatossine non sono le uniche micotossine che abbiamo cercato nei nostri campioni. In totale sono 21 le molecole sulle quali si è soffermata l’attenzione dei ricercatori cui abbiamo affidato il nostro folto campione di frutta secca. Esito negativo ha avuto anche la ricerca dell’ocratossina (nefrotossica e cancerogena). Qualche preoccupazione, tuttavia, c’è, perché le analisi hanno riscontrato spesso la presenza dell’alternariolo, e del suo metile, e delle enniatine, in particolare dell’enniatina B1. Chiariamo subito che le quantità sono sempre molto basse e per questo motivo nel nostro test nessuna tra i 60 prodotti è stato bocciato.
L’alternariolo è una molecola tipica di alcune specie di cereali, come ci ha spiegato nelle pagine che seguono il professore dell’Universià Federico II, Alberto Ritieni: è stata segnalata come il fungo più comune sul grano occidentale canadese e la sua presenza nella frutta secca deve far riflettere se sia il caso di inserirla nella lista delle micotossine a cui prestare attenzione insieme alle enniatine. Queste ultime sono nel mirino dell’Unione europea già da qualche anno: sono costante oggetto di monitoraggio per verificare se la frequenza della loro presenza negli alimenti sia tale da rendere necessario un limite massimo all’esposizione. Per il momento dal fronte europeo tutto tace eppure sappiamo con certezza che le nostre non sono state le uniche analisi che hanno rilevato la presenza dell’alternariolo e del suo metile.
Lo scorso anno, il ministero dell’Agricoltura di Xingcheng (Cina) ha analizzato 10 tipi di frutta secca: i risultati del piano di controllo hanno mostrato che su 253 campioni analizzati, 124 sono risultati positivi a tutte e quattro le categorie di micotossine considerate (aflatossine, ocratossine, le tossine da alternaria e tricoteceni). C’è, infine, anche da approfondire gli aspetti della sicurezza. In base ai (pochi) dati disponibili, la tossicità acuta dell’alternariolo negli animali è bassa, ma è risultata essere mutagena in vitro e ci sono anche alcune prove di cancerogenicità.

I RISULTATI SUI MIX ANALIZZATI

(Il test integrale su 22 noci sgusciate, 16 mandorle e 15 pistacchi lo trovate nel numero di Salvagente in edicola o in digitale qui)