Microplastiche, soffocano il lago Ceresio (e anche i pesci che le mangiano)

Anche i laghi svizzeri sono pieni di microplastiche che finiscono nell’intestino dei pesci che li abitano. La trasmissione televisiva svizzera Patti Chiari ha portato nel laboratorio dell’Istituto di ingegneria ambientale del Politecnico federale di Losanna (EPFL) 11 pesci (10 persici e 1 gardon) pescati nel Ceresio il 28 febbraio 2019. In tutti i campioni analizzati è stata riscontrata la presenza di frammenti e fibre provenienti da materie plastiche confermando così il legame diretto tra la presenza di microplastiche nelle acque dei laghi e la loro presenza nell’apparato digerente dei pesci.

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Le analisi

A tutti i pesci sono stati estratti l’intestino e lo stomaco, poi immersi in una soluzione liquida per 24 ore per farli sciogliere: quello che non si dissolve, ad esempio le plastiche, si può recuperare. Il liquido è stato poi filtrato in filtri sempre più piccoli. In tutti gli 11 campioni sono state trovate microplastiche, anche se in quantità diverse. Le microplastiche trovate nei pesci non si possono vedere ad occhio nudo: si tratta di frammenti minuscoli che con il tempo diventano ancora più piccoli. Le microplastiche cercate sono state suddivise in tre gruppi legati alle rispettive dimensioni: maggiori di 500 micrometri; tra 100 e 500 micrometri; minori di 100 micrometri.

Finora non è stato dimostrato il passaggio di microplastiche dall’apparato digerente dei pesci alla polpa attraverso la parete cellulare dello stomaco. Questa eventualità non può però essere esclusa a priori. Basta ricordare il rapporto preparato per l’Organizzazione marittima internazionale, l’agenzia delle Nazioni Unite responsabile per la prevenzione dell’inquinamento marino, che ha trovato questi piccoli frammenti di plastica nei pesci comunemente venduti dai supermercati.

I rischi

Il problema non è per forza legato alla plastica in sé, ma a sostanze tossiche che vengono in qualche modo veicolate dalla plastica stessa. Circostanza questa che non riduce la preoccupazione circa le concentrazioni.

I dati emersi dalle analisi svolte dalla trasmissione di Rsi non sono molto diversi da quelli della recente ricerca di Legambiente ed Enea, l’unica a livello nazionale di questo tipo, che ha evidenziato come nei sei grandi laghi monitorati (Iseo, Maggiore, Garda, Trasimeno, e per la prima volta Como e Bracciano) sono state rinvenute microparticelle di plastica.