Fibra, diventa obbligatorio il semaforo voluto dall’Agcom contro le furbizie degli operatori

Da oggi sarà più difficile per gli operatori telefonici giocare sull’ambiguità della fibra per vendere connessioni ad internet. Diventa obbligatorio, infatti, in tutte le pubblicità inserire il semaforo del Garante delle comunicazioni (Agcom) per orientarsi tra le reali velocità della connessione proposta. Troppo volte infatti, si prometta una rete capace di arrivare a 200 mega al secondo in download, e invece ci si trova con prestazione ben al di sotto.

Fibra, chiarezza negli spot

Adesso qualsiasi materiale pubblicizzato, che sia una pagina del sito, un banner, uno spot tv o un cartellone stradale, potrà usare la parola secca “fibra” solo se il cavo dell’operatore arrivi quantomeno al nostro palazzo. La tecnologia Fttc, che veniva spacciata come fibra, in realtà era una mezza bufala (tanto che l’Antitrust ha multato i maggiori operatori per svariati milioni), perché la fibra arrivava solo alla cabina su strada, mentre da lì al modem di casa, la trasmissione dati ritornava su rame e quindi rallentava. Solo nel caso in cui la connessione garantita sia quella che arriva all’abitazione, l’operatore dovrà pubblicizzarla con un bollino verde in vista.

I tre bollini

Vediamo nel dettaglio come devono essere fatti e cosa indicano i bollini semaforici voluti dall’Agcom:

Il rosso con una “R” dentro indica la tecnologia in rame, o nel caso del collegamento via etere, le onde radio. In entrambi casi parliamo di una velocità assimilabile alla vecchia Adsl.

Il giallo con all’interno “FR” indica fibra-rame o fibra-radio. Significa che la tecnologia è mista e che la fibra arriva solo fino alla cabina in strada, dunque la velocità finale di cui si può servire il consumatore è inferiore intermedia tra quella fornita con Adsl e quella fornita con la fibra ultraveloce.

Il verde con la “F” dentro è la fibra ultraveloce, quella che arriva almeno fino all’edificio in cui si abita. Garanzia di maggior velocità (problemi tecnici permettendo). Nella fase sperimentale, partita lo scorso giugno,  il Garante intanto ha esaminato come i principali operatori hanno applicato i tre colori alle loro offerte commerciali. Risultato: promosse Tim e Fastweb, mentre sia WindTre sia Vodafone affiancavano sia il bollino giallo che quello rosso alla stessa offerta, generando confusione. Il bollino che va inserito è quello della tecnologia minima garantita. Si spera che da adesso in poi gli operatori smettano di giocare sul piano dell’ambiguità per strappare qualche contratto in più, creando enormi disagi ai clienti.