Plastica riciclata? Così Coca-Cola, Nestlé e Danone cambieranno le etichette

I tre colossi hanno presentato i loro impegni alla Ue per i green claim da riportare sulle bottiglie ed evitare così profili di ingannevolezza

“Sono una bottiglia di plastica riciclata al 100%“. Non basta si specificherà: “Questa bottiglia è riciclata al 100%. Escludendo il tappo e l’etichetta“.

E poi: saranno sostituite le indicazioni sulle etichette delle bottiglie come “Recycle me again” con “Recycle me”, in modo che “le aziende non diano ai consumatori la falsa impressione, quando li incoraggiano a riciclare la bottiglia, che la bottiglia sia già stata riciclata prima dell’acquisto e possa essere nuovamente riciclata in un’altra bottiglia”.

Sono questi i principali impegni prensentati da Coca-Cola, Nestlé e Danone alla autorità comunitarie a seguito di un dialogo con la Commissione europea e la Rete di cooperazione per la tutela dei consumatori (Cpc), per modificare le dichiarazioni di riciclaggio pubblicizzate sulle loro bottiglie di plastica.

Coca-Cola e Nestlé, i cui dialoghi si sono conclusi nel giugno 2025 e nel febbraio 2026, si legge in una nota della Commissione europea, hanno già attuato alcuni degli impegni entro i termini stabiliti, in particolare quelli relativi alle dichiarazioni di riciclaggio pubblicizzate nelle campagne digitali. In generale le aziende si impegnano a perfezionare il rispetto degli impegni sui green claim entro 18 mesi.

Nel novembre 2023 l’Organizzazione europea dei consumatori (Beuc) ha emesso una segnalazione nei confronti delle imprese di imbottigliamento che vendono bottiglie di plastica nell’Ue. Il dialogo con la Coca-Cola Company, Nestlé Waters e Danone è stato coordinato dalla Commissione europea e dalle autorità della rete Cpc, sotto la guida dell’Agenzia svedese dei consumatori e dell’Autorità ungherese garante della concorrenza.

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A seguito di tali dialoghi, la Commissione europea e le autorità nazionali per la tutela dei consumatori hanno valutato gli impegni proposti dalle imprese a livello Ue/See hanno ritenuto che le dichiarazioni migliorate delle imprese fossero in linea con i requisiti del diritto dell’UE in materia di tutela dei consumatori.

Nel frattempo il 27 settembre scorso è entrato in vigore anche la direttiva europea sui green claim che sta mettendo ordine al Far West delle dichiarazioni ambientali non supportate da prove da parte dei produttori che spesso si traducevano in greenwashing.