
La rivista svizzera K-Tipp ha portato in laboratorio 10 latti detergenti per capire se rimuovono il trucco e se sono sicuri. Risultato? Molti hanno problemi con il mascara waterproof e in sei prodotti ci sono troppi profumi allergizzanti
Quando ci trucchiamo chiediamo a rossetto e mascara di resistere il più possibile. A fine giornata, però, vorremmo che sparissero rapidamente e senza dover strofinare a lungo la pelle. Ma quanto sono efficaci i latti detergenti nel rimuovere il make-up? A verificarlo è stato il magazine svizzero K-Tipp, che ha fatto analizzare in laboratorio 10 prodotti. Il risultato è positivo per il rossetto: quello normale viene rimosso senza difficoltà da tutti i prodotti. Più complicata è invece la situazione con il mascara waterproof, dove le differenze tra i detergenti diventano evidenti.
Mascara waterproof, Nivea è il più efficace
A ottenere il risultato migliore è stato il “Latte detergente delicato” di Nivea. Dopo appena due passate, il prodotto ha eliminato più della metà del mascara applicato sulla pelle. Dopo quattro passate, la percentuale di mascara rimossa è arrivata all’81%.
All’estremo opposto si sono piazzati il “Latte detergente viso” di Coop elvetica Prix Garantie e la “Latte detergente delicato senza profumo” di Weleda. Dopo due passate sono riusciti a rimuovere soltanto il 37% del mascara, mentre dopo quattro passate la percentuale si è fermata comunque al 67%.
Nel complesso, per questo parametro quattro prodotti hanno ottenuto soltanto il giudizio “sufficiente”.
Il risultato di Nivea è particolarmente interessante anche considerando che il prodotto rientra tra i più economici del test. Al secondo posto, con il giudizio “buono”, si è classificato il latte detergente di I am, ancora più economico, anche se meno efficace del vincitore nella rimozione del mascara.
Sei prodotti contengono profumi allergizzanti
Ma al di là dell’efficacia, un buon latte detergente dovrebbe pulire la pelle senza aggredirla e senza esporla inutilmente a sostanze problematiche. Anche su questo fronte il test solleva alcune criticità. Nei prodotti analizzati, il laboratorio ha individuato 24 sostanze potenzialmente allergizzanti e in sei casi sono state rilevate sostanze profumanti considerate problematiche. Tra queste ci sono linalool e limonene, presenti, per esempio, nei prodotti di Naturaline, Dr. Hauschka, Cien e Lavera che finiscono in fondo alla classifica con un giudizio “insufficiente”.
Il linalool ha un caratteristico profumo dolce e aromatico, simile a quello della lavanda, mentre il limonene richiama gli agrumi, in particolare limone e arancia. Il problema è che queste sostanze possono diventare più allergizzanti quando entrano in contatto con l’ossigeno, circostanza che può verificarsi durante l’utilizzo del prodotto.
K-Tipp ha penalizzato i prodotti nei quali queste sostanze erano presenti in concentrazioni superiori a 10 milligrammi per chilogrammo, soglia considerata sicura dal Comitato scientifico europeo per la sicurezza dei consumatori.
Più esposizione, maggiore il rischio di allergia
Il principio è semplice: più frequentemente la pelle entra in contatto con una sostanza allergizzante, maggiore può essere il rischio di sviluppare una dermatite allergica da contatto. La reazione può manifestarsi con arrossamenti, gonfiore e vescicole. Una particolare attenzione dovrebbe essere riservata alle zone più delicate del viso, come labbra e contorno occhi, dove la presenza di sostanze profumanti non offre alcun vantaggio in termini di efficacia. Anzi, sottolinea K-Tipp, questi ingredienti non aiutano a rimuovere meglio né il rossetto né il mascara.
Le sostanze profumanti non rappresentano una criticità soltanto per la pelle. Possono infatti finire nelle acque reflue e raggiungere l’ambiente. Nel 2019, uno studio dell’Agenzia federale tedesca per l’ambiente ha evidenziato che anche gli impianti di depurazione non riescono a eliminare completamente le sostanze profumanti dalle acque reflue. Alcune di queste possono quindi raggiungere i corsi d’acqua. È il caso, per esempio, del limonene, considerato molto tossico per gli organismi acquatici e caratterizzato da una degradazione relativamente lenta nell’ambiente.
Per una pelle particolarmente sensibile, soprattutto quando il prodotto viene utilizzato quotidianamente sul viso e vicino agli occhi, sarebbe più indicato scegliere un latte detergente senza profumo o sostanze profumanti allergizzanti, che sono chiaramente dichiarate in etichetta. Dal 31 luglio, infatti, il nuovo regolamento europeo sui cosmetici ha allargato a 85 le sostanze che vanno dichiarate in etichetta mentre prima rientravano sotto la voce generica “parfum” o “fragrance”









