
Non si placano i ritiri dal mercato di giocattoli che contengono all’interno della sabbia contaminata da amianto. Tutti i dettagli
Amianto nella sabbia contenuta nei giocattoli venduti anche in edicola. Non si placa l’allerta di questi gadget prodotti in Cina e importati in Europa e quindi anche in Italia. Il pericolo è che, rompendosi il giocattolo, si venga a contatto con la sabbia contaminata. Un pericolo ancora maggiore visto che questi gadget sono destinati ai più piccoli.
Da marzo scorso sul Sistema di allerta rapido europeo si sono susseguiti diverse segnalazioni di giocattoli contaminati.
L’ultimo in termini di tempo è il richiamo pubblicato dal ministero della Salute che riguarda il “Magic Voodoo – Amico da schiacciare” (nella foto in alto a sinistra) prodotto in Cina da Trendhaus: il rischio è legato alla sabbia contenuta al suo interno, che risulta contaminata da tremolite, una forma di amianto. Il rischio ovviaemnte è legato alla possibilità che l’involucro si rompa, facendo fuoriuscire la sabbia contaminata.
Il 31 luglio invece il ministero della Salute ha pubblicato l’allert che riguarda un altro giocattolo a forma di carota (foto in alto a destra) sempre contenente sabbia contaminata: è prodotto anche questo dalla Trendhaus: nella Ue, Italia compresa, sono stati bloccati 30.024 pezzi.
A marzo il Salvagente aveva dedicato all’allerta un articolo nel quale mettevamo in evidenza come le segnalazioni dei giocattoli contaminati – dall’Australia ai Paesi Bassi, passando per Belgio, Regno Unito e Austria – si stessero moltiplicando. In quel caso a finire nel mirino delle autorità di controllo erano stati alcuni giocattoli che contenevano sabbia cinetica, “Magic Sand”, kit creativi e tavoli da gioco con sabbia.
A maggio poi la rivista tedesca Öko-test ha portato in laboratorio 18 prodotti, trovando amianto in uno venduto on line che è risultato contaminato dalla fibra cancerogena oltre i limiti considerati pericolosi. Il prodotto risultato positivo è il Mushimallow Stretch Sand (set da 4), venduto su diversi shop online, nel quale è stato riscontrato un contenuto di amianto superiore allo 0,1% in massa. Un valore che, in ambito normativo, è già sufficiente a classificare il materiale come rifiuto pericoloso. Il produttore Eduplay, a seguito di un’analisi interna, ha confermato la presenza di contaminazione e ha dichiarato di aver sospeso la vendita e informato i clienti. Tuttavia, il prodotto risultava ancora disponibile su alcuni canali di vendita online al momento della verifica.
Un rischio sottovalutato nei prodotti per bambini?
L’amianto è una fibra minerale naturale appartenente ai silicati, classificata come sostanza cancerogena di categoria 1A nell’Unione europea. Il rischio principale è legato all’inalazione delle fibre, che possono depositarsi nei polmoni e provocare gravi patologie, tra cui diversi tipi di tumore. La presenza di una sostanza del genere in un prodotto destinato ai bambini solleva interrogativi rilevanti sulla filiera produttiva, sui controlli delle materie prime e sulla tracciabilità dei prodotti importati. Le autorità sanitarie, al momento, invitano alla prudenza ma sottolineano come, sulla base dei dati disponibili, il rischio complessivo possa essere considerato basso. Resta però aperta la questione dei controlli preventivi e della gestione dei richiami, soprattutto per prodotti largamente diffusi nel mercato europeo.










