
Uno studio commissionato dai Verdi al Parlamento europeo ha analizzato il sangue di 110 cittadini europei: tutti positivi all’acido trifluoroacetico, con concentrazioni 4-5 volte superiori a quelle degli altri Pfas a catena lunga. Pan Europe chiede il divieto immediato dei pesticidi Pfas
Nessuna eccezione. Su 110 cittadini europei analizzati, tutti e 110 avevano nel sangue l’acido trifluoroacetico, noto come Tfa, un Pfas a catena ultra-corta considerato altamente persistente, mobile e tossico. La concentrazione mediana rilevata era di 21,22 nanogrammi per millilitro, tra i valori più alti mai misurati nell’essere umano, e 4-5 volte superiore a quella di tutti gli altri Pfas a catena lunga trovati negli stessi campioni. I risultati dello studio, commissionato dai Verdi al Parlamento europeo, vengono resi pubblici da Pan Europe, la rete europea delle associazioni per un’agricoltura senza pesticidi, che chiede un divieto immediato dei pesticidi contenenti Pfas.
Cos’è il Tfa e perché preoccupa
Il Tfa è un Pfas a catena corta, prodotto della degradazione di sostanze che contengono il gruppo chimico -Cf3, tra cui i pesticidi Pfas. A differenza dei Pfas a catena lunga, non tende ad accumularsi nei tessuti umani nello stesso modo, ma la sua altissima mobilità e il suo rilascio continuo nell’ambiente espongono le persone ripetutamente attraverso acqua, cibo e altre fonti ambientali. È classificato come tossico per la riproduzione e a certi livelli di esposizione interferisce con lo sviluppo nelle prime fasi della vita, con la funzione tiroidea e con il sistema immunitario.
Il dato più preoccupante emerso dallo studio riguarda il confronto con i limiti di sicurezza. L’Efsa ha recentemente fissato una dose giornaliera accettabile per il Tfa pari a 0,014 mg per chilogrammo di peso corporeo, basata sulla tossicità tiroidea. Ebbene, secondo una stima presentata nel rapporto, questo valore corrisponde a una concentrazione nel sangue di circa 24 ng/mL, molto vicina alla mediana di 21,22 ng/mL misurata nei 110 partecipanti. In altre parole, la popolazione europea si trova già vicina alla soglia oltre la quale i rischi per la salute diventano concreti. E il calcolo non tiene conto del fatto che siamo esposti a molti Pfas contemporaneamente, i cui effetti tossici potrebbero sommarsi.
La principale fonte: i pesticidi
Secondo Pan Europe, i pesticidi Pfas sono una delle fonti principali di Tfa nell’ambiente. Attualmente sono circa 30 le sostanze attive classificate come Pfas autorizzate come pesticidi nell’Ue, con centinaia di prodotti commerciali che le contengono: quasi tutti possono degradarsi in Tfa, rilasciandolo direttamente nel suolo, nelle colture e nelle acque sotterranee.
I dati sulla diffusione ambientale sono allarmanti. La rete di Pan Europe ha già rilevato Tfa in fiumi, acqua di rubinetto, acqua minerale in bottiglia, vino e alimenti a base di cereali. Le concentrazioni di Tfa negli alimenti sono 100 volte superiori a quelle nell’acqua, rendendoli la principale via di esposizione per la popolazione. Solo due settimane fa, uno studio sulle acque sotterranee austriache ha mostrato che i livelli di Tfa sono aumentati significativamente negli ultimi quattro anni e continueranno a crescere, con concentrazioni associate all’uso di pesticidi in agricoltura.
Eppure, quando nel 2023 l’Ue ha presentato una proposta di restrizione globale sui Pfas, i pesticidi Pfas ne sono stati esclusi, con la motivazione che erano già adeguatamente regolamentati dalla normativa europea sui fitosanitari. Un’assunzione che i dati smentiscono: i residui di pesticidi Pfas in frutta e verdura sono triplicati tra il 2011 e il 2021.
La richiesta di Pan Europe
“Questa contaminazione diffusa da Tfa deve suonare come un campanello d’allarme”, dichiara Angeliki Lysimachou, responsabile scienza e politica di Pan Europe. “Il Tfa è altamente persistente, mobile e tossico, e sappiamo che un’esposizione continuativa a certi livelli può influire sullo sviluppo umano, anche nelle primissime fasi della vita nell’utero. È incomprensibile che i governi Ue e la Commissione europea continuino a non agire urgentemente per fermare l’uso dei pesticidi Pfas che rilasciano Tfa.”
Pan Europe chiede che tutti i responsabili politici europei applichino il principio di precauzione e vietino ogni pesticida Pfas che possa contaminare le risorse idriche con Tfa, sia a livello Ue che nazionale. Poiché il Tfa non si degrada nell’ambiente, ogni momento di inazione aumenta il carico sulle generazioni future.








